Planet Farms distrutta dalle fiamme, in cenere il sogno dei contadini tecnologici che hanno convinto anche gli chef stellati

Cavenago, nata nel 2021 come gioiello di innovazione e sostenibilità e vanto dei fondatori, Luca Travaglini e Daniele Benatoff, era la fattoria verticale più grande d’Europa per la coltivazione idroponica indoor

Luca Travaglini e Daniele Benatoff fondatori di Planet Farms
Luca Travaglini e Daniele Benatoff fondatori di Planet Farms

Le fiamme hanno distrutto la fattoria verticale più grande d’Europa. Incredulità e sconcerto a Cavenago. Perché la fabbrica che è bruciata era un gioiello di tecnologia. Inaugurata a ottobre 2021, in piena pandemia, produceva insalate e basilico sostenibili con pochissima acqua e senza pesticidi. Il vanto dei fondatori, Luca Travaglini e Daniele Benatoff, che due anni e mezzo fa al taglio del nastro con l’allora ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli avevano annunciato un obiettivo di produzione fino a 30mila buste al giorno per catene della grande distribuzione, come Esselunga, e chef stellati.

Fra gli habitué, da Vittorio, il celebre ristorante a Brusaporto dei fratelli Cerea, ai quali la società ha realizzato una fattoria verticale personalizzata davanti al locale. Tutto grazie allo stabilimento di 10mila metri quadrati, dove la coltivazione idroponica indoor ha fatto scuola. L’azienda è nata con l’obiettivo "di spingere l’evoluzione del comparto agricolo verso una nuova frontiera verde ed efficiente, rispettando, però, i pilastri della coltivazione in campo". A fine 2023 la proprietà ha portato a termine una nuova iniezione di capitale per 40 milioni di dollari per finanziare i piani di espansione e il valore dell’azienda è schizzato a 500 milioni. Da Cavenago fino a ieri uscivano 800 tonnellate l’anno di verdure e aromi e per ottenere il risultato "bastava un ettaro di terreno, con il metodo tradizionale ne servirebbero 100, mentre il consumo di acqua è tagliato del 95%".

Filosofia andata in fumo in poche ore. Ma in cammino nel secondo sito della start up brianzola che sta completando la costruzione di un nuovo impianto grande il doppio di quello di casa, 20mila metri, a Cirimido, nel Comasco, e ne ha in programma un terzo a Londra da realizzare entro l’anno prossimo. La fattoria aveva annunciato che i fondi raccolti servivano a sostenere le due iniziative, ma l’incendio potrebbe costringere i manager a rivedere le priorità.