Incendio alla Planet Farms: il sogno infranto dell'agricoltura sostenibile che piaceva agli chef stellati

Inaugurato nel 2021 da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, lo stabilimento fra Cavenago e Cambiago produceva 800 tonnellate l’anno di verdure fresche e aromi

Luca Travaglini e Daniele Benatoff, fondatori di Planet Farms

Luca Travaglini e Daniele Benatoff, fondatori di Planet Farms

Cavenago Brianza (Monza), 22 gennaio 2024 - Il sindaco Davide Fumagalli sta entrando in prefettura, a Monza, “siamo stati convocati poco fa - spiega – al lavoro c'è già una cabina di regia per gestire l'emergenza”.

Al tavolo anche gli altri comuni della zona, Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, e Ats, per precauzione i centri confinanti hanno invitato la popolazione a tenere chiuse le finestre, in attesa che i rilievi tecnici spieghino i pericoli reali.

Fumagalli è stato fra i primi a correre stamattina in via Santa Maria al Campo, a due passi dall'A4, dove la colonna di fumo è visibile da ore, quando le fiamme sono divampate nel capannone della Planet Farms, a Cavenago Brianza. Il rogo sta distruggendo la più grande fattoria verticale d''Europa. Incredulità e sconcerto perché la fabbrica che brucia è un gioiello di tecnologia. Inaugurata a ottobre 2021, in piena pandemia, produce insalate e basilico sostenibili con pochissima acqua e senza pesticidi. Il vanto dei fondatori, Luca Travaglini e Daniele Benatoff, che due anni e mezzo fa al taglio del nastro con l'allora ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli avevano annunciato un obiettivo di produzione fino a 30mila buste al giorno per catene della grande distribuzione, come Esselunga, e per chef stellati. Fra gli habitué, da Vittorio, il celebre ristorante a Brusaporto dei fratelli Cerea. Tutto grazie allo stabilimento di 10mila metri quadrati, dove la coltivazione idroponica indoor ha fatto scuola.

L'azienda è nata dalla combinazione tra tradizione alimentare e innovazione con la missione di spingere l’evoluzione del comparto agricolo verso una nuova frontiera verde ed efficiente, rispettando, però, i pilastri della coltivazione in campo. Ruota tutto attorno alle camere bianche, serre hi-tech che “coniugano profitto ed etica, fra la pressione demografica mondiale e la crisi climatica”. La coltura 2.0 “permette risparmio di suolo e di risorse abbinata alla grande capacità produttiva”. Qui, Benatoff e Travaglini avevano un obiettivo preciso, “dare da mangiare a tutti cibi freschi e saporiti che fanno bene a noi e all'ambiente”. Da Cavenago fino a oggi uscivano 800 tonnellate l’anno di verdure e aromi e “per ottenere il risultato basta un ettaro di terreno, con il metodo tradizionale ne servirebbero 100, mentre il consumo di acqua è tagliato del 95%”. Filosofia andata in fumo in poche ore. Mentre i vigili del fuoco sono al lavoro con la previsione di andare avanti fino a sera, si indaga sulle cause dell'incendio: non si esclude nessuna pista.