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27 gen 2022

Pedemontana, le ruspe si fermano al Tar

Presentato ieri il piano di cantierizzazione della tratta B2, ma il ricorso della seconda classificata fa slittare l’apertura del cantiere al 2023

monica guzzi
Cronaca
pintus cantiere pedemontana
Cantiere

Monza - «Stiamo subendo un’azione giudiziaria al  Tar da parte del secondo concorrente. Al momento purtroppo la questione si sta dilungando e l’aggiudicazione definitiva con l’avvio dei lavori da parte del contraente generale si sta protraendo. Non ci fa piacere, perché abbiamo un finanziamento pronto da spendere e ci paghiamo gli oneri finanziari. La cosa ci preoccupa». Giuseppe Sambo, direttore genrale di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa, non fa giri di parole. Nell’audizione di ieri mattina davanti alla commissione Territorio e Infrastrutture del consiglio regionale ha annunciato un nuovo ritardo nel maxicantiere dell’autostrada nata per collegare l’area di Malpensa alla Bergamasca passando dalla Brianza, dove si sono fermate le ruspe subito dopo l’arrivo a Lentate sul Seveso. Se tutto andrà bene, i lavori partiranno solo all’inizio del 2023, quasi un anno e mezzo dopo l’aggiudicazione della gara da 1,26 miliardi per le tratte B2 (da Lentate a Cesano Maderno) e C (da Cesano a Vimercate) al consorzio Webuild (ex Salini Impregilo) con Pizzarotti e Astaldi. 

L’ingegner Sambo scandisce il nuovo calendario: «Ipotizziamo che il 30 aprile si concluda il percorso giudiziario davanti al Tar». Da questa data bisognerà poi procedere all’aggiudicazione definitiva, alla stipula del contratto col contraente generale, che a sua volta dovrà redigere il progetto esecutivo dei lavori. Parallelamente saranno avviate le opere propedeutiche, espropri e risoluzioni di interferenze (servizi da spostare come acqua, gas, fognature, tubature varie). Operazioni stimate in 300 giorni: sei mesi perché chi ha vinto la gara possa produrre il progetto esecutivo e 1    20 giorni a carico del concessionario per esaminarlo e approvarlo. La fase operativa vera e propria durerà invece mille giorni, per arrivare se tutto va bene alla messa in esercizio della nuova tratta autostradale nel 2026. Se i ritardi danno nuovi grattacapi ad Apl, più sereno, almeno sulla carta, sembra invece lo scenario della gestione della fase di cantierizzazione dell’opera, che nella tratta B2 correrà sul tracciato dell’attuale Milano-Meda. 
La tratta da Lentate a Cesano Maderno sarà lunga 9,6 chilometri, di cui 4 e mezzo circa in trincea, 3 in galleria e 2 a raso. Le corsie per senso di marcia saranno due oltre a quella di emergenza da Lentate a Meda e tre, più corsia di emergenza, da Meda e Cesano. Verranno sostituiti 7 cavalcavia, 10 ponti e 5 sottovia, e verranno realizzate 9 gallerie artificiali. La sede stradale sarà allargata e il tracciato rettificato ampliando il raggio delle curve attuali. «Tutto ciò – ha precisato Sambo in audizione – senza interrompere il traffico sulla Milano-Meda neppure per un giorno. Il traffico nei tre anni di lavoro non smetterà mai di scorrere, mentre gli svincoli resteranno in funzione per tutta la durata dei lavori. La tratta verrà aperta a step successivi a mano a mano che i lavori avanzeranno, mentre il varo dei ponti o lo spostamento del traffico da una parte all’altra della carreggiata saranno effettuati nella notte».

La differenza rispetto a un’autostrada normale sta proprio negli svincoli. «Questi 9,6 chilometri della tratta B2 godono di quattro svincoli di uscita ed entrata. Ci saranno un accesso e un’uscita ogni 2,5-3 chilometri, mentre nelle autostrade nazionali gli svincoli sono ogni 15 chilometri e oltre – aggiunge il direttore generale –. Pedemontana, godendo del pedaggio con il sistema free flow, può permettersi svincoli più ravvicinati perché senza caselli. Darà quindi al territorio il servizio di una tangenziale, che sarà sì a pagamento, ma dove l’utente pagherà solo la parte limitata al tratto che gli interessa percorrere». Le tratte B2 e C saranno realizzate in parallelo ed entreranno in esercizio contemporaneamente. Ciò significa che gli automobilisti utilizzeranno i singoli tratti via via che verranno realizzati, ma si comincerà a pagare il pedaggio, già attivato fra mille polemiche sulla tratta A, solo al momento dell’entrata in esercizio delle due nuove tratte intere, cioè solo dopo il rilascio del certificato di idoneità al completamento dell’opera con l’innesto della Tangenziale Est di Milano (A51) a Vimercate.

Il progetto prevede anche la bonifica dei terreni contaminati dalla diossina, che i lavori muoveranno con il rischio di liberare di nuovo i veleni nell’aria, altro passaggio delicato e contestato. «C’è un piano di bonifica di 40mila metri cubi di materiale, non è una montagna insormontabile – taglia corto Sambo –. I lavori saranno eseguiti con la vigilanza di Arpa, niente è stato sottovalutato». Non lasciano dubbi le risposte del dg di Pedemontana alle richieste di confronto con sindaci e ambientalisti, che chiedono modifiche dell’opera: «Noi oggi dobbiamo solo realizzare ciò che è stato approvato in questi anni. Se facciamo cose diverse diventiamo inadempienti».

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