Le Cave Rocca in viale delle Industrie
Le Cave Rocca in viale delle Industrie

Monza - Nelle carte viene definito come "un mix funzionale con prevalenza di destinazioni terziario e commerciali" che nella pratica può essere descritto come una sorta di outlet, con tre diverse strutture di vendita da 2.500 metri quadrati ciascuna, bar, ristoranti e attività ricettive dove lavorerebbero circa 200 persone. Un nuovo quartiere per acquisti e svago lungo viale delle Industrie, subito a sud del cimitero sull’area da oltre 85mila metri quadrati delle Cave Rocca, con una viabilità interna di collegamento tra i tre spazi commerciali da realizzare, ognuno delle dimensioni di un supermercato – medie strutture di vendita da 2.500 metri quadrati – uno alimentare e due per altri prodotti, a cui aggiungere bar e ristoranti, altri elementi per servizi alberghieri o di intrattenimento, parcheggi alberati e spazi verdi attrezzati o naturalistici e anche un’area a bosco.

Viene però specificato nel progetto presentato al Comune che la configurazione degli insediamenti non è da considerare "né una Grande struttura di vendita (Gsv) organizzata in forma unitaria, né un centro commerciale di grande o media struttura di vendita", mentre la valutazione sulla ricaduta occupazionale del nuovo complesso è "con grande ragionevolezza – si legge nei documenti – di almeno 200 addetti di cui 50 per i due punti di somministrazione di cibi e bevande, 40 per la struttura ricettiva, 60 per la struttura alimentare, 50 per gli altri due centri commerciali". È stata depositata ad agosto in municipio l’idea di come attivare il cosiddetto Ambito compatibile con la trasformazione di viale delle Industrie, una proposta di massima, poi integrata a novembre e a dicembre, per la riqualificazione della maxiarea delle Cave Rocca che, secondo il Pgt, può avere una destinazione terziario-commerciale (escluso il residenziale) con una superficie edificabile di 12.896 metri quadrati. La proposta è stata presentata dalla Cierre Immobiliare srl attraverso l’architetto Ivo Maria Redaelli e il geometra Francesco Magnano, due operatori conosciuti sul territorio anche per aver avuto incarichi politici, oltre che per essere vicini a Silvio Berlusconi, con la richiesta di ricevere da parte del Comune un parere preventivo sul loro progetto per l’Ambito di viale delle Industrie.

La risposta del municipio è stata approvata settimana scorsa dall’Amministrazione comunale, è articolata e solleva una serie di criticità tecniche e procedurali. A partire dalla necessità di "un evidente interesse pubblico per la collettività" come condizione per poter attuare un piano su quelle aree indicate dal Pgt come di “classe di sensibilità alta” e che rientrano in un ambito di interesse provinciale per gli aspetti ambientali e paesaggistici. Quindi il progetto andrà pianificato anche assieme alla Provincia e gli interventi dovranno avere come obiettivi "di concorrere alla riqualificazione complessiva del paesaggio -scrive il Comune - con la definizione di un equilibrato rapporto tra costruito e spazi aperti" e "di contribuire alla costruzione di una rete verde di livello locale e sovra locale".