GUALFRIDO GALIMBERTI
Cronaca

Morto con la febbre del Nilo A Seregno crescono i timori

L’uomo aveva contratto il West Nile virus, ma per i medici non sarebbe la causa del decesso

Morto con la febbre del Nilo  A Seregno crescono i timori

Morto con la febbre del Nilo A Seregno crescono i timori

di Gualfrido Galimberti

Una persona deceduta e la diffusione della notizia che aveva il West Nile virus, la febbre del Nilo. Esplode il caso a Seregno, anche se non c’è alcuna certezza riguardo a una possibile correlazione tra virus e decesso del seregnese. Anzi, secondo i medici in questo caso si tratta di una possibilità da escludere: l’uomo, che dalle prime informazioni aveva 55 anni, sarebbe morto per altre cause. Nonostante ciò, tuttavia, la notizia fa già discutere in città. Il caso è arrivato come un fulmine a ciel sereno ieri pomeriggio. Bocche cucite nell’Amministrazione comunale, anche per evitare di generare allarmismi, ma la notizia è uscita lo stesso dal municipio. A confermarne la veridicità c’è un’ordinanza urgente firmata nel corso della giornata dal sindaco Alberto Rossi, che ha disposto la disinfestazione per la sera in via Palanzone, via Verdi, via Cervino e via vicinale della Foinera. Si tratta della zona a nord della città, nelle immediate vicinanze di Giussano. Una ditta specializzata ha effettuato dalle 20 l’intervento di disinfestazione, secondo le prescrizioni di Ats.

Nell’ordinanza, a rafforzare la gravità della situazione, previsti obblighi e precauzioni per i residenti e le imprese presenti nel raggio di 200 metri dall’abitazione della vittima. Nulla ancora si sa sull’identità dell’uomo, ancora meno su possibili viaggi recenti in cui potrebbe aver contratto il virus. L’unica informazione che trapela è che in seguito al decesso sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari: proprio questi hanno rivelato che era infetto dal West Nile virus. I medici, tuttavia, avrebbero escluso che il virus sia stata la causa della morte.

Pochi dubbi sulla zona di residenza: si tratta di una delle ultime case del territorio seregnese, come facilmente ricavabile dalla planimetria del Comune che indica il raggio entro cui effettuare la bonifica. Pochi dubbi pure sull’origine del virus. In base alle ultime ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità, la più frequente è la puntura di alcune specie di zanzare. Il periodo di incubazione, dal momento del contatto con la zanzara infetta, varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri, come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Per l’1% delle persone si arriva a gravi conseguenze, mentre per una su mille può verificarsi addirittura il caso di encefalite letale. Sempre dall’Istituto Superiore di Sanità anche un motivo di tranquillità: il virus non è trasmissibile da persona a persona.