Licenziamenti al Mercatone Uno
Licenziamenti al Mercatone Uno

Cesano maderno, 26 maggio 2019 - Prima delle 8 di ieri mattina erano già tutti sul posto, anche perché quasi nessuno è riuscito a dormire, dopo il messaggio ricevuto in tarda serata: l’azienda è fallita, il Mercatone uno è chiuso. I 50 dipendenti del punto vendita Mercatone Uno di Cesano Maderno hanno ricevuto nella notte l’ultimo messaggio via WhatsApp inviato dalla direzione di filiale che li invitava a «ritirare gli effetti personali dagli armadietti», prima dell’orario di apertura e del probabile arrivo dei clienti.

Il fallimento della Shernon Holding srl è stato dichiarato dal Tribunale di Milano giovedì 23 maggio, con sentenza pubblicata venerdì pomeriggio. Ma solo nella tarda serata, qualcuno tra i lavoratori che dall’aprile scorso, quando è stata presentata domanda di concordato preventivo, ha iniziato a consultare il «portale dei creditori», ha ricevuto la doccia gelata che ha subito condiviso.

La società che ha rilevato nell’agosto dell’anno scorso la quasi totalità della storica catena di arredamento ed elettrodomestici, è fallita. Chiusura immediata per tutti e 55 i punti vendita distribuiti sul territorio nazionale, sospensione dal lavoro per più di 1.800 dipendenti.

Ma i numeri del «disastro» sono ancora peggiori e riferiscono di circa 500 tra piccole imprese ed artigiani fornitori coinvolti, per un credito vantato di circa 250 milioni di euro ed un indotto che riguarda quasi 10mila lavoratori. Per tutti questi una grandissima incognita sul futuro, per i lavoratori dipendenti un vero e proprio dramma, come raccontato ieri mattina davanti alle saracinesche abbassate del grande magazzino, dove nel frattempo arrivavano i clienti come un sabato mattina qualsiasi.

Alla fine di aprile hanno ricevuto uno stipendio già ridotto di oltre un terzo, per effetto della presentazione della domanda di concordato. A questo punto si chiedono se e quando vedranno mai quello di maggio, ma soprattutto, che ne sarà di loro. Domande alle quali ieri mattina nessuno era in grado di rispondere.

Tra i lavoratori è intervenuto Matteo Moretti, segretario generale della Filcams Cgil Brianza che si è detto sconcertato «per la totale mancanza di rispetto dell’azienda nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni con le quali era stato aperto un confronto e c’è un appuntamento già fissato al Ministero dello sviluppo economico il prossimo 30 maggio». Una situazione paradossale che ha gettato nello sconforto i lavoratori, in buona parte di Cesano e dei comuni limitrofi i quali lanciano un appello anche alle istituzioni locali perché si facciano carico di questa ennesima situazione di crisi lavorativa aperta in Brianza.