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Stefania Totaro
Cronaca

Maria Teresa Avallone morta per un intervento estetico: chirurgo condannato a pagare 80mila euro

Seregno, pochi minuti dopo l'anestesia la donna è andata in arresto circolatorio come reazione rara ad un dosaggio regolare di anestetico

Maria Teresa Avallone, 39 anni, impiegata in ospedale, è deceduta nel 2019
Maria Teresa Avallone, 39 anni, impiegata in ospedale, è deceduta nel 2019

Seregno (Monza), 18 Aprile 2023 - Il Tribunale di Monza ha condannato per omicidio colposo a 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa e non menzione della condanna sul certificato penale Maurizio Cananzi, chirurgo estetico con studio a Seregno, per la morte di Maria Teresa Avallone sottoposta ad un trattamento per il sollevamento dei glutei.

La 39enne, impiegata all’ufficio accettazione dell’ospedale San Raffaele di Milano e residente a Desio, si era recata il 5 marzo del 2019 dal chirurgo estetico per il trattamento in day hospital. Non era la prima volta che si sottoponeva a piccoli ritocchi, anche con somministrazione di anestesia locale. Ma quel giorno, secondo la ricostruzione della vicenda giudiziaria, pochi minuti dopo l'anestesia, la donna è andata in arresto circolatorio dopo una crisi convulsiva come reazione rara ad un dosaggio regolare di anestetico.

Immediatamente il chirurgo, che in quel momento si trovava da solo con la paziente all’interno dell’ambulatorio, ha iniziato il massaggio cardiaco e ha chiesto l’intervento del 118. Poi l'arrivo dell'ambulanza e il trasporto all'ospedale San Gerardo di Monza, dove la 39enne è stata ricoverata nel reparto di Neurorianimazione.

Ma è morta dopo tre giorni di coma. Per l'imputato la pm della Procura di Monza Sara Mantovani aveva chiesto la condanna a 2 anni di reclusione con la pena sospesa, sostenendo che l'utilizzo del defribillatore presente nello studio medico avrebbe potuto salvare la vita a Maria Teresa. Il suo cuore, da 32 minuti in arresto cardiaco, era ripartito dopo 17 minuti di manovre rianimatorie. Ma nel frattempo l'encefalo ormai era morto. Al processo si sono costituiti parti civili i genitori e i fratelli di Maria Teresa, che hanno ottenuto dal giudice il riconoscimento del diritto ad un risarcimento dei danni con una provvisionale di 80mila euro.

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