Lo “sconto” non basta. Rincari costanti da undici anni e sistema a rischio

L’Osservatorio Fnp Cisl: la spesa media per un nucleo con un parente ricoverato supera i 25 mila euro l’anno "Per molti un onere indispensabile. E i posti non sono sufficienti".

Lo “sconto” non basta. Rincari costanti da undici anni e sistema a rischio
Lo “sconto” non basta. Rincari costanti da undici anni e sistema a rischio

Lo stop agli aumenti delle rette per le famiglie nelle strutture assistenziali che hanno costi sopra la media dell’Ats di riferimento mette a rischio – secondo gli operatori – il sistema. Il provvedimento è contenuto nella delibera della giunta regionale approvata mercoledì, e dispone, nello specifico, "che le Rsa, le Rsd e le Css con una retta superiore del 2% rispetto alla retta media dell’Ats di ubicazione non possano operare incrementi della retta a carico della famiglia". Cosa significa? Per le famiglie, dovrebbe essere un’agevolazione, considerando che negli ultimi anni c’è stata una crescita progressiva delle rette. I dati più aggiornati sono quelli dell’Osservatorio Rsa di Fnp Cisl Lombardia, che delinea il quadro di Rsa e non autosufficienza con dettaglio provinciale.

Considerando la retta alberghiera media, pagata per l’insieme dei servizi alberghieri e sociali erogati nelle Rsa, dai 59,51 euro al giorno in Ats Brescia agli 86,87 euro di Ats Città metropolitana Milano. L’analisi dell’osservatorio sul quinquennio 2018-2022 conferma un trend di costante incremento delle rette alberghiere, nei valori minimi e massimi. Per quanto riguarda le rette minime (5,14 euro al giorno in 5 anni), l’aumento maggiore è stato in Ats Bergamo (+6,90 euro), Valpadana (+6,03 euro ) e Pavia (+5,86 euro), mentre il più contenuto si è registrato nell’Ats Montagna (+1,85 euro). Per le rette medie massime si nota un aumento medio giornaliero di 4,57 euro, con i valori più alti in ATS Valpadana (+7,43 euro), Brianza (+7,21) e Bergamo (+5,75).

L’Osservatorio Fnp Cisl ha calcolato che, basandosi sulla retta media lombarda (69,86 euro giornaliere), a spesa media sostenuta da un singolo nucleo per il ricovero del proprio congiunto ammonta a 25,5 mila euro all’anno, in crescita rispetto al 2021: considerando i 66mila posti letto autorizzati, si arriva ad una spesa complessiva di 1,7 miliardi. Una spesa che però, per molti, è necessaria, tanto che i posti esistenti, di fatto, non bastano. Per l’anno 2022 l’Osservatorio ha monitorato 717 strutture, evidenziando che la maggior presenza di posti letto si trova nelle Ats con minor popolazione totale: 4,60% Pavia, 4,37% Valpadana e 4,05% Montagna.

La disponibilità di posti scarsa rispetto alla domanda determina liste d’attesa molto lunghe nelle province più popolose. Al primo posto per persone in lista d’attesa c’è Ats Brescia, con 17265 persone (erano 14510 nel 2021): solo per la Rsa Arici Sega di Brescia sono 1000 le persone in attesa. Segue Ats Milano con 14941 (erano 16066 nel 2021), mentre l’incremento più elevato è in Ats Insubria, dove la differenza tra 2021 e 2022 è del +32%; oltre 9mila le persone in attesa in Ats Bergamo, 7000 in Ats Montagna, quasi 4mila in Ats Pavia, quasi 5mila in Ats Valpadana, 6738 in Ats Insubria.