ALESSANDRO CRISAFULLI
Cronaca

Maltempo a Lissone, morta una donna: “Quell'albero è crollato in cinque secondi, Salma voleva proteggersi dalla tempesta”

Il drammatico racconto di Roberto Mazzetto, titolare dell'azienda dove lavorava la donna schiacciata e uccisa

Salma Halim morta travolta da un albero

Salma Halim morta travolta da un albero

Lissone (Monza), 25 luglio 2023 – “E' crollato in cinque secondi, l'ho visto, soli cinque secondi, ma nessuno, in mezzo a quella tempesta, poteva accorgersi che Salma è stata colpita in pieno”. Roberto Mazzetto è ancora sconvolto, per quanto successo lunedì pomeriggio, davanti alla sua azienda di materassi in via Braille di Lissone: quella apocalisse di ghiaccio, acqua e vento che è costata la vita a Salma Halim, la 58enne marocchina centrata e schiacciata da un enorme pino.

“Una bravissima donna – la ricorda l'imprenditore - lavorava da noi da 35 anni, era praticamente di famiglia. Il destino l'ha portata via. E le vittime potevano essere due: mia nipote era sull'auto che è stata colpita dall'albero, è stata sfiorata, se cadeva pochi centimetri più centrale era finita anche per lei. Voleva provare ad uscire dalla macchina per entrare in fabbrica ma non ha fatto in tempo: per fortuna, a questo punto, perché sarebbe stata presa anche lei”.

Drammatico il racconto dell'uomo, che è stato il primo a cercare e provare a salvare la sua dipendente. Per circa un'ora e mezza se ne erano perse le tracce. “Molto probabilmente Salma si è messa a correre, in mezzo alla tempesta, tenendo la testa bassa, per proteggersi in qualche modo dalla furia del cielo. E tenendo lo sguardo all'ingiù non si è accorta dell'albero che è crollato: io ero fuori per aprire il cancello della ditta e, da lontano, l'ho visto venire giù. Ci ha messo cinque secondi. Solo cinque secondi e non c'è stato scampo”.

Nel mezzo della tempesta, però, nessuno poteva vedere che l'arbusto ha centrato in pieno la donna. “Quando abbiamo visto che non è arrivata ci siamo messi a cercarla – racconta – sono arrivati anche i due figli. Urlavamo, ma non rispondeva nessuno. Il cellulare non dava segnali. Nel piazzale c'erano trenta centimetri d'acqua. Uno scenario assurdo. Poi finalmente l'abbiamo trovata, abbiamo preso il muletto, sono arrivate altre persone a dare una mano, con vari mezzi, ma non c'è stato niente da fare”.