Lesmo, scatta foto alla partita dei bambini e nel pc ha video pedopornografici: come è stato scoperto

Il racconto del dirigente che l’ha bloccato: “I genitori si stavano surriscaldando, l’ho portato in un luogo appartato e ho chiamato i carabinieri"

Partita di calcio fra bambini (Archivio)
Partita di calcio fra bambini (Archivio)

Lesmo, 1 dicembre 2023 – I primi a notarlo sono stati i genitori. Un sabato mattina qualunque, qualche settimana fa, in un campo da calcio di via Petrarca 2 particolarmente affollato. Alle 10, scendono in campo bambini e bambine dell’Avviamento allo sport dell’Fc Lesmo.

Età, fra i 6 e gli 8 anni. Mamme e papà, fratelli, nonni, tutti a fregarsi le mani per catturare le imprese dei piccoli. In tanti hanno in mano il telefonino con la videocamera spianata…

L’avvistamento

Appostato dietro una delle porte al campo sportivo comunale, a scattare fotografie ai bambini intenti a giocare a calcio, c’è però anche uno sconosciuto. Ha un aspetto un po’ curioso, un che di inquietante.

Quando gli viene chiesto cosa abbia in mente, visto che non sembra uno dei genitori, dice di essere un talent scout. Non è vero. Gli abiti stazzonati, i pantaloni sgualciti, i calzettoni infilati sopra i pantaloni. Non sembra proprio un osservatore. La società di calcio di casa non ne sa nulla. Quella ospite, nemmeno.

La scoperta

E quando vengono chiamati i carabinieri della stazione di Arcore, in macchina gli trovano un computer su cui sono salvati immagini e video pedo-pornografici. Le indagini sono ancora in corso, il pc è stato sequestrato ed è al vaglio degli inquirenti, ma i sospetti sull’uomo, proveniente dalla provincia di Sondrio, sono davvero inquietanti.

"Quando sono arrivato al campo, i genitori erano già un po’ surriscaldati. Anzi, un po’ tanto. Quel tipo un po’ strano aveva dato nell’occhio da subito. Continuava a scattare fotografie appostato dietro la porta. Allora sono andato a chiedergli chi fosse: e mi ha risposto che era un osservatore della Casatese, una società non lontano da qui. Ma si poteva intuire che non fosse così: è bastato fare un paio di telefonate per appurare che non lo conosceva nessuno e nessuno era stato mandato al nostro campo".

L’attesa

Tira un sospiro Massimo Dorin, dirigente consigliere dell’Fc Lesmo Fc, 50 anni. Nella vita di tutti i giorni, lavora come tecnico addetto al controllo qualità di un’azienda metalmeccanica della zona. Dorin è molto prudente, ma è anche altrettanto determinato. "L’ho subito isolato, con l’appoggio di altri due colleghi della società lo abbiamo accompagnato in un luogo un po’ appartato, sotto una tettoia con i tavoli, e intanto abbiamo chiamato i carabinieri".

E lui? "Era nervoso. Ha detto ‘vado via subito’ ma gli ho detto di stare fermo". La tensione si fa palpabile. "L’ho visto trafficare con le mani in tasca. Gli ho detto subito di tirarle fuori: temevo che i genitori potessero mettergli le mani addosso, ma avevo anche paura che avesse qualche oggetto contundente a disposizione. Oppure che volesse cancellare le immagini che aveva scattato con il telefonino. E allora gli ho detto: ‘non voglio metterti le mani addosso e non posso perquisirti, ma è meglio se tieni le mani bene in vista’. Per fortuna, i carabinieri sono arrivati subito, ci hanno pensato loro".

L’uomo, 45 anni, all’inizio ha detto di non avere neppure i documenti. Appurata la sua identità e la sua residenza, in provincia di Sondrio, pare che i carabinieri siano andati anche lì a controllare. “Non mi era mai capitato nulla di simile - spiega Dorin -, in tanti anni è stata la prima e spero anche l’ultima volta.

Del resto, in questo ambiente ci conosciamo tutti. Per fortuna, è difficile che qualche malintenzionato riesca a infiltrarsi: genitori e dirigenti sono attenti, si conoscono, si parlano. Qui siamo mossi da un solo obiettivo: la passione per il calcio".