L’asilo assegnato con un bando. La coop Oplà contro il Comune: "Mettono all’asta anche i bambini"

Ha vinto un operatore del Trevigiano, "ma 20 maestre rischiano il posto e le famiglie non hanno garanzie". L’assessora: "Questione di legge e di equità, la convenzione di 15 anni per gli spazi era scaduta".

L’asilo assegnato con un bando. La coop Oplà contro il Comune: "Mettono all’asta anche i bambini"

La cooperativa Oplà è al lavoro da 25 anni nelle frazioni di Oreno e Ruginello

Asili di nuovo al centro della bufera a Vimercate. Archiviate le traversie del nido Girotondo, rinato dopo una lunga chiusura e il fallimento di una esternalizzazione, "il Comune mette all’asta i 70 bimbi" che frequentano le strutture della cooperativa Oplà. Storico marchio del settore in città, al lavoro da 25 anni nelle frazioni di Oreno per piccolissimi 0-3 e Ruginello, con due poli che coprono la fascia 0-6.

E adesso dopo tutto questo tempo "famiglie e bebè non hanno più garanzie sul futuro e 20 maestre rischiano il posto", spiegano alla coop. È cominciato tutto con la gara per l’assegnazione degli spazi "gratuiti finora, come le utenze e le pulizie", ricorda Maria Teresa Foà, assessore ai Servizi sociali, che replica alla società e che d’ora in poi frutteranno al Comune un affitto di 25mila euro l’anno, questa la base al rialzo del bando. Con il 40% in più ha vinto un operatore del Trevigiano, solo altro partecipante insieme a Oplà, che, invece, in busta, aveva incrementato il plafond di un quinto. Troppo poco per il sorpasso, "e ora saremo costretti a spalmare sulle famiglie i 50-60mila euro di costi in più necessari per trovare nuove sedi - dice Cristina Santangelo, presidente della cooperativa - perché una cosa è certa: faremo di tutto per continuare il nostro percorso". Resta l’amarezza per una scelta politica che "non ha dato valore alla qualità della proposta educativa, collaboriamo da anni con la Bicocca, al radicamento sul territorio, al rapporto con la comunità e agli investimenti realizzati nel tempo come i 250mila euro messi per la conversione della ex farmacia che oggi ospita materna e nido a Ruginello. Metà a carico nostro, l’altra metà della Provincia di Milano, che allora esisteva ancora, operazione a costo zero per il Municipio". La ferita brucia anche per le parole che l’avrebbero accompagnata, "la giunta sostiene che i servizi per l’infanzia dovessero essere messi sul mercato, come le concessioni balneari". Per la coop esistevano alternative "previste dalle norme già adottate in passato come la coprogettazione". Una strada che invece non si poteva percorrere per Foà: "È un cammino lungo e complesso, ne abbiamo già una in corso proprio al Girotondo. È questione di legge e di equità, la convenzione di 15 anni per gli spazi a Oplà, alla quale la comunità deve molto, era scaduta e il Codice degli Appalti parla chiaro: bisognava andare a gara. Non potevano prorogare perché il nido non è un servizio comunale".