L’albero dei cento violini. Il liutaio Udino Lazzarin sbarca al Regio di Parma

Da sette anni il viaggio itinerante con i gioielli realizzati dal geniale autodidatta. E la prossima meta potrebbe essere il teatro alla Scala di Milano per la Prima.

"Dovrei trovarmi un hobby più economico, ma intanto vado avanti… altrimenti finirei al bar…". Scherza Udino Lazzarin, ma non troppo. Ha 82 anni compiuti, origini venete ma brianzolo d’adozione e dalla sua bottega, in uno scantinato di Cesano Maderno, sforna ogni mese almeno un violino nuovo di zecca. "Quest’anno ne ho fatto qualcuno di più, 18". E i suoi violini, realizzati con rara maestria da completo autodidatta, sono considerati fra i migliori sulla piazza. Apprezzati anche da musicisti come Salvatore Accardo, non per niente anche Matteo Fedeli, soprannominato l’Uomo degli Stradivari (perché tanti ne ha maneggiati e suonati) continua a ricorrere lui per mettere a punto i propri gioielli.

E qualche giorno fa, le creazioni di Udino Lazzarin sono tornate a farsi ammirare in uno dei palchi più prestigiosi: al teatro Regio di Parma, in occasione di un concerto di beneficenza con la Corale Giuseppe Verdi e la Filarmonica Toscanini di Parma, svettava il vero regalo di Natale di Udino Lazzarin: un albero. Con appesi come decorazioni 100 violini. Perché come albero di Natale un amante della musica non poteva che crearne uno che ne rispecchiasse in pieno l’anima. "Tutti costruiti da me: trovare 100 violini non è difficile, ma usciti dalle mani dello stesso liutaio è un’altra cosa". E così l’albero dei 100 violini, creato per la prima volta 7 anni fa su idea dell’amico Giorgio Colombo, è tornato a girare per la Brianza, dal teatro Belloni di Barlassina a Cesano Maderno, fino ad approdare ancora al Regio di Parma. "Per trasportarlo, ci vogliono 10 cassette speciali, ognuna da 10 violini - confida Udino Lazzarin - Mi aiutano mia moglie Lina Turato e mia figlia Romina, violinista e musicista anche lei". E potrebbe esserci una sorpresa sotto il prossimo albero: sembra che a Milano ci sia la concreta possibilità di esporre l’albero di Udino Lazzarin anche per la prossima Prima della Scala. "Sarebbe bellissimo" gongola Udino. "Anche perché in un ambiente così protetto non saremmo costretti a smontare tutto alla fine del concerto per riportare i violini a casa: potrebbe rimanere esposto anche per qualche giorno in più nel foyer".

Perché Udino è un personaggio eccezionale: dategli un pezzo di legno e ne saprà trarre un violino, ma anche una viola o un violoncello, capaci di suoni straordinri.