
Solo una doccia per le 8 donne
Si solleva forte la protesta del sindacato Usb, nel suo coordinamento provinciale dei Vigili del fuoco, su alcune questioni organizzative del Comando dei Vigili del fuoco di Monza. Scarsità di servizi igienici per le donne (solo una doccia per le 8 vigilesse in servizio), criteri di assegnazione delle mobilità interne definite dai sindacalisti come "non trasparenti", e un’altrettanta "mancata chiarezza nella concessione di attività incentivanti (che sono extra-lavoro e retribuite) per i vigili che ne fanno richiesta", sono tre delle principali istanze su cui la sigla sindacale chiede risposte al Comando monzese, e per cui dal 27 settembre ha proclamato lo stato di agitazione, non conciliato lo scorso 22 ottobre dopo un incontro con la direzione del comando. "Le 8 vigilesse si trovano spesso in situazioni spiacevoli, in cui ci si trova in 4 con una sola doccia a dispozione - denunciano i sindacalisti del coordinamento provinciale Vvf Usb Sara Arienti, Giusi Liguori, Corrado Ebau e Rosario Carrozzino -. E per ora le donne sono solo 8 su 163 pompieri a Monza, ma sono destinate ad aumentare nel tempo". Da qui i reclami anche sulle altre questioni gestionali. "Le domande della mobilità dovrebbero essere pubbliche e ricevere risposta, mentre molte sono inevase, e non si capisce con quali criteri arrivino ad assegnazione - reclamano ancora i sindacalisti -. Anche le attività incentivanti, tra cui quelle sulla vigilanza e la formazione esterna, non hanno un’equa distribuzione. C’è chi ha ottenuto 60 ore all’anno, e chi 0 o solo un paio. Chiediamo l’accesso agli atti". Butta decisamente acqua sul fuoco – mai metafora fu più azzeccata – il comandante dei Vigili del fuoco di Monza e Brianza Vito Cristino. "Per quanto riguarda i bagni per le donne la situazione non è dissimile a quella che vivono gli uomini che pure non godono certo di una doccia a testa - spiega il comandante -, io ho già dato disponibilità per le vigilesse di usare anche il bagno della palestra all’occorrenza. È difficile poter garantire di più in una caserma". "Per quel che concerne la mobilità interna, i criteri di assegnazione sono stati concordati con tutti i sindacati - prosegue -, e vedono una priorità per chi viene da fuori, piuttosto che per quelli già residenti in Brianza, che sono solo il 10% circa del nostro corpo". "Anche sulle attività incentivanti non ci sono misteri - conclude Cristino -. Le fa chi è disponibile a farle negli orari extra lavoro. Non è qualcosa di esclusivo ma è su base volontaria".
Alessandro Salemi