CRISTINA BERTOLINI
Cronaca

La maratona di Francesco e Jacopo. Il sogno di una medaglia a New York

I due atleti autistici dell’associazione Silvia Tremolada alla mitica gara: "Una carica incredibile"

Jacopo Munegato e Francesco Salerno per le strade di New York con le medaglie «Una gara difficile con tanti tratti in salita, ma la forza del pubblico ci ha spinto»

Jacopo Munegato e Francesco Salerno per le strade di New York con le medaglie «Una gara difficile con tanti tratti in salita, ma la forza del pubblico ci ha spinto»

Francesco Salerno e Jacopo Munegato sono due amici, atleti speciali - entrambi con disturbo dello spettro autistico - e compagni di squadra alla “Silvia Tremolada“. Insieme hanno fatto brillare i colori della Brianza alla Maratona di New York, portando a casa la medaglia di “finisher“ e dimostrando che nulla è impossibile quando passione, determinazione e supporto si uniscono. Francesco Salerno, che corre da oltre sei anni, ha completato la maratona con un tempo di 4 ore e 31 minuti, tagliando il traguardo insieme ai volontari Paolo Solfrizzo e Manuela Colnaghi. "È stata una gara difficile, con tanti tratti in salita, ma la forza del pubblico mi ha spinto. Sentire gridare “Let’s go Italy“ o “Forza Italia“ a ogni angolo mi ha dato una carica incredibile", ha raccontato Francesco, che durante la gara, non ha perso occasione per salutare e battere il cinque alle forze dell’ordine e ai passanti, con il suo entusiasmo tipico di un ragazzo iperverbale. Jacopo Munegato, alla sua prima maratona, ha completato il percorso in 6 ore e 11 minuti. Un traguardo straordinario che arriva dopo solo un anno e mezzo di allenamento. A seguire Jacopo c’era Massimo Citterio, con cui si allena, e in supporto Giorgio Bramati. La loro partecipazione alla Maratona di New York è un’impresa storica, considerando le difficoltà che comporta correre una maratona e ancor di più una delle più prestigiose al mondo. Riccardo Calarco, coordinatore della sezione atletica dell’associazione sportiva Silvia Tremolada, non nasconde l’emozione.

"Vederli arrivare, ognuno con il proprio ritmo e con il proprio impegno, è stata una gioia enorme – confessa –. Ognuno ha superato le proprie difficoltà grazie all’aiuto dei volontari che hanno dedicato tempo ed energia per tutto l’anno. Questi ragazzi sono una fonte di ispirazione e hanno scritto una pagina di storia, perché non ci sono tanti atleti con disabilità che riescono a correre una maratona e ancor meno una come quella di New York, che è davvero impegnativa. La partecipazione di Francesco e Jacopo è il risultato di un grande lavoro di squadra e di un percorso di preparazione che ha visto la costante presenza di un gruppo di volontari, tra cui Pietro Giorgi, che si è allenato con i ragazzi in ogni condizione meteo, garantendo loro una preparazione adeguata e un sostegno continuo".