
Otto tragedie sul lavoro in 9 mesi, l’iniziativa simbolica toccherà cinque comuni prima di arrivare a Monza
Operai e sindacati in bicicletta contro le morti sul lavoro. Un’iniziativa simbolica per fermare la strage, che non risparmia certo la Brianza: otto morti in 9 mesi, troppi anche per la Prefettura che a settembre ha aperto una cabina di regia per contrastare il fenomeno che ogni giorno riempie le cronache del Paese. Vite spezzate, mutilazioni, deficit che cambiano per sempre l’esistenza: un quadro nero contro il quale Cgil, Cisl e Uil chiamano tutti a raccolta. Cinque le tappe del percorso per la vita, “Zero infortuni“, organizzato per il 26 ottobre: Vimercate aprirà la manifestazione alle 9 in piazza Martiri, poi Carate Brianza (piazza Cesare Battisti, 11.30), Seregno (piazza Martiri della Libertà, 12.30 con pausa ristoro), Desio (piazza Giovanni Paolo II , 14.30) e Monza (Arengario, alle 16). "Incontreremo la gente in piazza, come facciamo sempre - spiegano le sigle che hanno unito le forze nella madre di tutte le battaglie -. La sicurezza in fabbrica e in cantiere è in cima all’agenda di tutti". "Dobbiamo fare in modo che il tema diventi una priorità inderogabile riconosciuta, una abitudine consolidata, al di sopra delle logiche del profitto - sottolineano i sindacati -. Obiettivo che si può raggiungere solo coinvolgendo la gente per l’esercizio dei propri diritti". Ma al risultato si arriva anche "con più impegno delle istituzioni e piena responsabilità delle imprese. Nella società e nel mondo produttivo serve una vera cultura della salute".
La manifestazione ricorderà anche i caduti. Un triste elenco, fatto di persone morte sul lavoro e del dramma per le loro famiglie. Ad aprile è toccato a Mohamed Mabdrouk, vittima di un incidente in un cantiere edile in via Giacosa, a Monza. A giugno, ad Amadou Sanneh in una ditta di vernici a Brugherio. Pochi giorni dopo è stata la volta di Marouane Mekaoui colpito da un carico sospeso in un capannone a Sovico. A gennaio a non farcela era stato Marco Sottocorno in un cantiere a Bernareggio.
Poi Felice Cilio, morto anche lui in cantiere a Cesano Maderno, mentre l’agricoltore Angelo Vertemara è stato sepolto da una balla di fieno da 800 chili, a Velasca. Sempre ad agosto, un’altra tragedia a Monza: Hesham Gaber era rimasto stritolato nel compattatore dei rifiuti. "La presa di coscienza collettiva è l’unica via per rendere davvero efficaci gli interventi di formazione sul territorio: dobbiamo prevenire gli infortuni - ancora Cgil, Cisl e Uil -. Per questo auspichiamo un’ampia partecipazione, solo così daremo più forza alle nostre proposte".