Ilaria Salis raccontata dall’amica di sempre: “In prima linea già al liceo tra Euripide e Dumas. "Battagliera, mai violenta"

La vita da studentessa nei ricordi di Serena Psoroulas: "Scuola, teatro, sport e centro sociale: ha sempre difeso le sue idee". L’avvocato Losco: vuole un giusto processo per dimostrare che è innocente

Una manifestazione per ottenere la libertà di Ilaria Salis

Una manifestazione per ottenere la libertà di Ilaria Salis

Monza, 1 febbraio 2024 –  Amava la sete di avventura e di giustizia di Athos e D’Artagnan, la musica di Wagner e le tragedie di Euripide.

Migliori amiche per anni. In classe insieme al liceo classico Zucchi. Studentesse alla stessa università a Milano. Spesso al pomeriggio in casa l’una dell’altra a studiare, "in fondo abitavamo vicine". Compagne anche nello sport, "facevamo ginnastica artistica alla Forti e Liberi di Monza, dove Ilaria faceva anche atletica". In prima linea al centro sociale Boccaccio di Monza e sulla scena teatrale con la piccola compagnia fondata in quella che era stata ribattezzata “La Scala pericolante”, visto che l’ex tessitura occupata era un po’ traballante. Chi è Ilaria?

Serena Psoroulas, nonno greco, oggi madre e ricercatrice di fisica all’università di Zurigo, non ha dubbi. "Una persona battagliera. Lo è sempre stata. Anche a scuola, non aveva paura a esporsi se vedeva qualcosa che non le sembrava giusto".

Il primo ricordo?

"Eravamo in quarta ginnasio, al liceo da pochi mesi, e la scuola venne occupata da alcuni studenti più grandi, si protestava anche contro le condizioni fatiscenti dello storico liceo. Beh, io non sapevo neanche cosa fosse un’occupazione, Ilaria era in prima fila a occupare: avevamo 14 anni".

Ora è in carcere. In Ungheria.

"A colpirmi, positivamente, è stato il sorriso di Ilaria rivolto a chi era andato ad assistere al processo apposta per lei. L’ho subito riconosciuto, mi ha fatto stare bene: era lei". Per Ilaria "l’amicizia ha sempre contato tanto, è sempre stata una donna libera, ma con una grande capacità di legarsi alle persone e ai gruppi che lottavano per le cose in cui crede". A viso aperto. "Vederla rispondere ai poliziotti mi ha confermato quello che so di lei… Solo una persona come Ilaria poteva mettersi a imparare la lingua ungherese per ribattere ai suoi carcerieri". Torniamo alla scuola. "Amava la letteratura, ricordo il periodo in cui leggeva e rileggeva i Tre Moschettieri di Alexandre Dumas, e poi la sua passione per la storia e l’archeologia, che ha studiato anche all’università".

Capire e battersi. "È sempre stata l’avvocato delle cause perse".

Battagliera anche per il suo avvocato, Eugenio Losco.

"A Budapest lho trovata provata, ma molto combattiva. Vuole un giusto processo, è convinta della propria non colpevolezza e vuole dimostrarlo".

Combattiva ma anche violenta? La Lega ha parlato di un attacco al gazebo e a due militanti della Lega a Monza nel 2017.

Il suo avvocato smentisce con energia: "Ilaria Salis è stata assolta per non aver commesso il fatto. Non è stata affatto individuata dalle due militanti della Lega ma solo identificata come partecipante al corteo che si svolgeva a Monza. Il giudice nella sentenza ha specificato che risulta aver preso parte alla manifestazione senza in alcun modo aver partecipato all’azione delittuosa di altre persone".

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Serena Psoroulas conferma. "Sono stata a tante manifestazioni con lei, ha sempre avuto il coraggio di buttarsi, quando ho saputo che a Budapest degli Italiani erano andati a manifestare contro un raduno di neonazisti non mi sono stupita che ci fosse anche lei. Urlare uno slogan non è mai stato un problema, ma atti di violenza da parte sua non ne ho mai visti". Anzi: "Appena occupato il centro sociale Boccaccio, Ilaria ed io mettemmo in scena uno spettacolo ispirato a ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi. Volle anche mettere in scena una tragedia di Euripide, le Troiane". Un testo profondamente antimilitarista.