
L’aggressore immortalato dalle telecamere prima della violenza
Vimercate (Monza) – Terza notte in cella a Monza per Alessandro Gaudioso, il 19enne di Vimercate arrestato per la rapina e lo stupro della titolare di un bar del centro città. Le indagini non si fermano, i carabinieri sono al lavoro per mettere a fuoco la rete di complicità attorno al giovane aggressore, barista nel punto ristoro dell’ospedale di Vimercate. A cominciare da chi gli ha fornito la pistola che lui ha puntato alla tempia della vittima per costringerla a consegnare l’incasso e a subire l’abuso sessuale. Lei aveva provato a disarmarlo, senza riuscirci. La donna avrebbe già riconosciuto il ragazzo che il 13 luglio l’ha aspettata fuori dal locale, alle 6.30 del mattina, all’apertura. Era sabato, in giro a quell’ora non c’erano nessuno, tranne loro due.
È stata proprio lei a mettere gli investigatori sulla pista giusta fornendo particolari utili a rintracciarlo. L’assalitore, che non ha risposto alle domande del giudice durante l’interrogatorio di garanzia in carcere a Monza, abita poco distante dal bar al centro della vicenda. A suo carico, un quadro probatorio solido sfociato nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmato dal gip.
Le telecamere della zona hanno ripreso la prima, brutale, sequenza della prevaricazione che ha scatenato una fortissima reazione emotiva in città. Istituzioni, esercenti e associazioni hanno manifestato solidarietà alla 35enne e hanno chiesto a tutti di reagire "davanti allo squallore della violenza" indossando un fiocchetto rosso. Un simbolo della lotta contro i soprusi che a settembre richiamerà in città gruppi da tutta la Lombardia per la marcia di Agende rosse a difesa delle donne violentate e maltrattate.