Il piastrellista maratoneta. Sfida nel cuore dell’Amazzonia: 40 ore di corsa senza dormire

A 58 anni Piergiuseppe Monegato ha affrontato i 217 chilometri della “Brazil 135“. Ha chiuso 19° su oltre cento atleti da tutto il mondo: "Posti meravigliosi, ci passerò la pensione".

Il piastrellista maratoneta. Sfida nel cuore dell’Amazzonia: 40 ore di corsa senza dormire

Il piastrellista maratoneta. Sfida nel cuore dell’Amazzonia: 40 ore di corsa senza dormire

Una sfida spartana. Nel cuore selvaggio della foresta amazzonica. Piergiuseppe Monegato ha portato a termine un’altra delle sue incredibili imprese da podista: 217 chilometri a piedi nella foresta Amazzonica, alternando corsa e camminata veloce per poco meno di 41 ore consecutive, naturalmente senza chiudere occhio. La scorsa settimana, dopo un lungo viaggio, è rientrato nella notte al Villaggio Brollo, la frazione in cui vive da sempre, accolto da uno striscione di benvenuto di famigliari e amici. Un’accoglienza “olimpica“ per sottolineare questa sua grande impresa in Sud America, dove Piergiuseppe ha completato la “Brazil 135“, una delle ultramaratone più celebri e impegnative del mondo, dove 135 sta per miglia, che trasformati in chilometri sono appunto 217. "Tutti a passo veloce perché correre lì è piuttosto complicato, con le strade sterrate e sconnesse che ci sono e con continui saliscendi. Una sfida che affronti nel buio della foresta", racconta Monegato, che con i suoi 58 anni all’anagrafe è arrivato al traguardo al 19esimo posto assoluto tra gli oltre cento partecipanti alla gara provenienti da diversi Paesi del mondo.

"È stata un’esperienza bellissima, l’accoglienza strepitosa, un’ottima assistenza, è andato tutto bene. Era la mia prima volta in Brasile e sto pensando di tornarci per vivere dopo la pensione…", racconta divertito Piergiuseppe. Il tempo di riposare qualche ora ed è già tornato al suo lavoro di posatore di pavimenti: "Lo faccio da 43 anni, è un lavoro che mi piace e mi ha dato tante soddisfazioni, ancora un anno e poi me ne andrò in pensione". Se dopo un’impresa del genere qualcuno immagina di meritarsi un paio di mesi di riposo, stia alla larga da Monegato: "Sabato sono andato a Soave per la Montefortiana, 44 chilometri con quasi duemila metri di dislivello, poi domenica, già che ero lì, ho fatto anche la mezza", svela la sua tabella di marcia intendendo la mezza maratona, quella da 21 chilometri, tanto per chiudere in scioltezza il fine settimana. D’altra parte, Piergiuseppe Monegato è uno che ha già messo in archivio per tre volte la mitologica “Sparta-Atene“, da 246 chilometri, che ha corso per tre volte dal 2021 al 2023 e che, per non perdere l’allenamento, ha intenzione di riprovare anche quest’anno: "È la più bella di tutte, attraversi posti meravigliosi, grande accoglienza e tifo sulle strade, ma è anche tra le più dure". Prima, però, potrebbe provare una novità: "Col risultato ottenuto in Brasile ho avuto la possibilità di accedere alla Badwater, ma c’era pochissimo tempo per decidere, ho già fatto la preiscrizione, vedremo". La Badwater è un’ultramaratona che si corre nella Death Valley, la valle della morte, in California. Una competizione infernale, a luglio, quando le temperature si avvicinano ai 50 gradi centigradi.

Intanto ripensa alla gara brasiliana che, sebbene più breve rispetto a quella greca, è stata comunque molto impegnativa soprattutto per le condizioni proibitive, con oltre 30 gradi di giorno e umidità superiore all’80% e crollo delle temperature di notte: "Ci hanno dato anche una canna di bambù per tenere lontani gli animali di notte. Ma non ho mai avuto paura, sono stato benissimo. Ho mangiato anche una specie di pizza durante la gara, anche se non aveva niente a che vedere con le nostre". Monegato ha portato a termine anche questa impresa, affiancato come sempre dalla moglie Marisa Re, che è stata per tutto il viaggio la sua “crew“, per fornirgli assistenza tecnica e supporto morale. Così ha raggiunto il traguardo indossando la maglia della Saronno Running, società di cui fa parte così come della Virtus Groane. L’ultramaratoneta di Solaro, sportivo da sempre, con la passione per il tennis e il nuoto, ha iniziato a correre solo nel 2007 e solo nel 2013 si è iscritto al club Saronno Running. Poi non si è più fermato, macinando chilometri su chilometri, tre allenamenti alla settimana più le gare che trova in giro il sabato e la domenica, ma dai 40 chilometri in su, perché con meno non fa neanche il riscaldamento.