Il maxi deposito dei tram. Ambientalisti contro:: "Scenario apocalittico"

Via ai lavori al confine fra Desio e Seregno: la rimessa ospiterà 23 mezzi da 26 a 35 metri oltre a un’officina di 7 edifici, da definire le compensazioni con il Parco della Brianza Centrale.

Il maxi deposito dei tram. Ambientalisti contro:: "Scenario apocalittico"
Il maxi deposito dei tram. Ambientalisti contro:: "Scenario apocalittico"

"Uno scenario apocalittico". Gianni Del Pero, geologo ambientalista molto attivo sul territorio e presidente del Wwf Lombardia, non ha mezze misure nel definire il nuovo cantiere per la realizzazione del deposito officina della metrotranvia al confine tra Desio e Seregno.

Nelle scorse settimane sono partiti i lavori preliminari di delimitazione delle aree e sbancamento: "Un impatto già molto evidente – sottolinea l’esperto – siamo di fronte a una insensata devastazione, che si doveva evitare o comunque limitare".

E invece, "a quanto pare le amministrazioni comunali non hanno vigilato come avrebbero dovuto e promesso", dice. "Il nuovo deposito-officina, situato in una specifica area al confine con Seregno – spiega il Comune di Desio – è dimensionato per ospitare i tram bidirezionali e buona parte di quelli monodirezionali destinati al servizio Milano Castello-Calderara. La rimessa del deposito, secondo le indicazioni ricevute da Atm, sarà in grado di ospitare 18 tram di lunghezza pari a 25 o 26 metri monodirezionali e almeno 5 tram da 35 metri bidirezionali".

Il deposito, per garantire il corretto funzionamento della linea, sarà inoltre dotato di un’officina completa, con fosse d’ispezione, passerelle per la manutenzione delle attrezzature poste sul tetto dei veicoli, sistema di sollevamento dei rotabili, gru a bandiera, carro ponte officina e tornio. Sono sette gli edifici previsti: uno, definito deposito-officina-uffici, è la zona polifunzionale destinata al ricovero dei tram, alla loro manutenzione e alle attività amministrative. Poi, il depuratore, che svolge un ruolo cruciale nella depurazione delle acque. Quindi, una sorta di guardiola strategica, adibita a funzioni specifiche nell’ambito del deposito. Una struttura dedicata alla riserva idrica, essenziale per il sistema antincendio dell’intera area di deposito.

Il deposito rifiuti, per gestire in modo efficiente il corretto smaltimento. Infine, una struttura per le attività di stoccaggio e gestione del materiale. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, oggi Cipess, dove le due s stanno per sviluppo sostenibile) aveva messo nero su bianco precise prescrizioni e raccomandazioni in fase di progettazione definitiva. Tra queste, l’analisi destudi geologici dei Comuni, per far sì che negli edifici "siano presenti caratteri architettonici tali da consentire un adeguato inserimento nel contesto paesaggistico".

E ancora: "Dovranno essere definite e adottate, in accordo con gli enti locali, adeguate opere di mitigazione e compensazione ambientale per l’area, in parte destinata a Parco locale di interesse sovracomunale della Brianza Centrale, in cui è inserito il deposito per il ricovero e la manutenzione dei mezzi. Gli interventi sono da coordinarsi con quelli connessi alla realizzazione del sistema viabile pedemontano".

"Quali compensazioni siano state definite non lo sappiamo e speriamo di saperlo a breve", sottolineano gli ambientalisti che stanno monitorando il progetto.