FABIO LUONGO
Cronaca

Il Manzoni che non ti aspetti. L’italiano a tavolino e il rock

A Biassono linguisti a confronto e concerto in dialetto dedicato ai Promessi Sposi

Il Manzoni che non ti aspetti. L’italiano a tavolino e il rock
Il Manzoni che non ti aspetti. L’italiano a tavolino e il rock

Processo a Manzoni. Un doppio appuntamento in cui la parabola letteraria del grande scrittore e la sua fatica più celebre, “I Promessi Sposi“, verranno smontati come “progetto di italianizzazione forzata“, che ha finito per soffocare le lingue e le culture del territorio lombardo. Una messa sotto accusa a cui non scamperanno anche altri intellettuali del Risorgimento e a cui seguirà il tentativo di “risciacquar i panni in Adda“, ossia rileggere in dialetto lombardo la vicenda di Renzo e Lucia grazie a un’opera rock ispirata al famoso romanzo. È l’iniziativa controcorrente organizzata per il fine settimana dall’associazione culturale La Fara insieme all’Associazione Gilberto Oneto e al movimento federalista Nuova Costituente, in collaborazione con il Comune.

L’evento, intitolato “L’è culpa del Manzoni - Storia di un progetto di italianizzazione forzata“, si articolerà in un convegno seguito da un concerto, il primo di pomeriggio negli spazi della sala civica di Villa Verri, il secondo la sera nel cortile della vicina Ca’ de Bossi. Si inizierà alle 16.30 con un incontro in cui storici e docenti universitari discuteranno di “Manzoni, Dante, Porta e la questione della lingua“, “Gli intellettuali del Risorgimento comprati e venduti“, “L’è no dumà culpa del Manzùn“ e “Addio ai monti - Lettura in lingua lombarda“. A parlarne saranno Giuseppe Reguzzoni, Roberto Gremmo, Giacomo Consalez, Alberto Rivolta e Giovanni Polli. Alle 21 toccherà al concerto “Promessi e Promesse“, opera rock in lingua lombarda ispirata dai “Promessi Sposi“ e interpretata dai Lombard Street (nella foto), una band formata di musicisti e cantautori specializzata in rock in vernacolo. "Nel 150° della morte, le celebrazioni in onore di Manzoni proseguono ininterrotte senza alcuno spunto critico – spiegano gli organizzatori –. Il convegno analizzerà l’opera dello scrittore, considerato il padre della moderna lingua italiana, ruotando intorno alla domanda: “Era possibile fornire al nuovo regno un modello linguistico differente, più rispettoso della diversità linguistica che componeva il nuovo Stato, un modello magari più milanese, più lombardo?“". Ingresso libero.