Il guardaroba del cuore. Nei cassonetti gialli oltre mille tonnellate di progetti a fin di bene

La cooperativa Vesti Solidale gestisce per la Caritas 200 contenitori in mezza Brianza. Gli abiti usati vengono sanificati e poi rivenduti per sostenere le famiglie in difficoltà.

Il guardaroba del cuore. Nei cassonetti gialli oltre mille tonnellate di progetti a fin di bene

Il guardaroba del cuore. Nei cassonetti gialli oltre mille tonnellate di progetti a fin di bene

Oltre mille tonnellate in Brianza, 6.500 in Lombardia, di vestiti smessi raccolte, selezionate e sanificate per ritrovare nuova vita, grazie a una task force di 145 operatori. È la missione della cooperativa sociale Vesti Solidale Onlus che fa parte del Consorzio Farsi Prossimo, una rete di 13 imprese sociali promossa da Caritas Ambrosiana e dalla Rete Riuse, che con i proventi della raccolta degli abiti usati finanzia progetti sociali a favore di persone svantaggiate nei territori delle diocesi di Milano, Bergamo e Brescia. In 25 anni di attività sono state aiutate oltre 8mila persone, soprattutto famiglie con difficoltà economiche, che escono da percorsi devianti o che necessitano di cure mediche. Vesti Solidale gestisce i noti cassonetti gialli con il logo della Caritas ambrosiana, per la raccolta differenziata degli indumenti usati, dislocati nelle province di operatività. Dai dati rilevati, nel 2023, in provincia di Monza e Brianza sono state raccolte circa 1.160 tonnellate di abiti e indumenti. Il 70% in più dei rifiuti tessili avviati a recupero rispetto al 2021. Se queste quantità fossero state smaltite nella frazione indifferenziata avrebbero avuto un costo per i cittadini di quasi 300mila euro.

Negli ultimi due anni Vesti Solidale ha incrementato di circa il 40% il personale dedicato al servizio di raccolta sul territorio brianzolo. La Onlus si impegna a ridurre la produzione di rifiuti, dando nuova vita agli indumenti usati e al tempo stesso a creare opportunità economiche e sociali mediante il supporto di progetti solidali e la creazione di occasioni di lavoro per le fasce più vulnerabili della popolazione. "In media – dice Matteo Lovatti, presidente della cooperativa – si recuperano tra i 4 e i 5 chili di indumenti a persona all’anno. Nei cassonetti si trovano soprattutto quelli in buone condizioni. Se la produzione di rifiuti è di circa 500 chilogrammi all’anno a persona, forse si potrebbe arrivare a 15 chili di vestiti recuperati a persona". Attualmente, nei 22 comuni brianzoli serviti dalla cooperativa, sono presenti quasi 200 cassonetti che oltre a possedere un meccanismo antintrusione, sono dotati di sensori di riempimento grazie ai quali è possibile pianificare gli interventi di svuotamento e intervenire tempestivamente laddove il contenitore risultasse pieno, ottimizzando le risorse disponibili. La cooperativa è nata 25 anni fa da Caritas per creare occasioni di lavoro per le persone fragili: quelle con disabilità fisica o psichica, ex alcolisti, ex tossicodipendenti, ex carcerati o stranieri che si trovano in un contesto diverso dal loro, con scarsa conoscenza della lingua italiana e rischiano di soccombere, di non integrarsi e di finire facile preda della criminalità organizzata.

Volutamente non offre un’attività ad alto impegno concettuale e tecnologico, come potrebbe essere quello di un impianto chimico di riciclo. Le persone sono chiamate a guidare il camion, svuotare i cassonetti, imbustare il materiale, portarlo alla centrale di smistamento e sanificazione a Cinisello. Lì gli abiti vengono suddivisi: il 10 per cento è fatto di abiti più scelti, adatti al mercato italiano, rivenduti nei 7 negozi di seconda mano del Consorzio Farsi Prossimo, chiamati Share (acronimo di second hand reuse). Un buon 50 per cento sono in condizioni discrete, adatti ad essere destinati ai mercati asiatici, africani o dell’Est europeo. Vengono tutti trattati in una camera ad ozono, appositamente trasformato in ossigeno. Il 30 per cento viene avviato alle filiere di riciclo di singoli materiali (lana, cotone...) o il 10% di riciclo low cost di tessuti non tessuti, utilizzati per riempimenti e imbottiture. L’Unione europea sta promuovendo il riciclaggio di nuove fibre e tessuti, per questo Vesti Solidale si occupa anche di rimuovere bottoni, cerniere e cuciture da materiali sintetici.