Il fantastico mondo di Joan Miró. Quando i quadri diventano poesie. Colori e parole raccontano i sogni

La mostra “La poesia delle forme“ è un viaggio nella vita dell’artista catalano attraverso cento opere. Una creatività espressa non soltanto grazie ai dipinti, ma anche con collage, litografie e illustrazioni.

Il fantastico mondo di Joan Miró. Quando i quadri diventano poesie. Colori e parole raccontano i sogni
Il fantastico mondo di Joan Miró. Quando i quadri diventano poesie. Colori e parole raccontano i sogni

“La poesia delle forme“: nel 130° anniversario della nascita, la Reggia di Monza celebra Joan Miró con una mostra al Belvedere della Villa Reale dal 26 dicembre al 5 maggio. "In esposizione un centinaio di opere – spiega Francesca Bagioli, direttore creativo di “We are beside“ che ha prodotto la mostra insieme a SM.art – per un percorso legato al contatto e all’amicizia dell’artista con gli scrittori e poeti incontrati a Parigi dal 1920: Max Jacob, Pierre Reverdy, Michel Leiris, Benjamin Péret e Tristan Tzara. Mirò intreccia legami anche con gli scrittori della rivista “Literature“. Grazie a loro si allontana gradualmente dal realismo che aveva praticato fino a quel momento, dando inizio così a un periodo di creatività insuperabile". Dall’incontro con la poesia, nascono alcune opere con segni grafici e allusioni liriche. In qualche occasione, scrive frasi poetiche sulla tela. I titoli delle opere hanno spesso riferimenti poetici, come “El vol de l’alosa“ e “Quelques fleurs pour des amis“. L’artista riconosce che l’opera può nascere da una frase o una parola e la pittura si sviluppava poi intorno a essa.

È il momento dei quadri-poesia, incisioni e litografie. Miró conosce a fondo i testi che trasforma attraverso le forme che lo distinguono. Alcune delle sue collaborazioni più importanti avvengono con i suoi amici del gruppo surrealista, come Paul Éluard, Robert Desnos o René Char. “À toute épreuve“, opera fondamentale nel percorso di Miró è considerato uno dei libri più belli del XX secolo e ha origine nelle poesie di Paul Éluard, scritte nel 1929 e pubblicate un anno dopo da Éditions Surréalistes a Parigi, di Gérard Cramer. Miró viene ispirato dalle xilografie di Paul Gauguin a Tahiti e sceglie questa tecnica per illustrare il libro, creando un poema visivo, adattato ai ritmi e alle cadenze dei versi, ricreando l’atmosfera del testo. Come ricorda la curatrice, l’artista diceva: “Non stabilisco nessuna differenza tra pittura e poesia. A volte illustro i miei quadri con frasi poetiche e viceversa“. L’esposizione sarà aperta al pubblico da mercoledì a venerdì, dalle 10 alle 17; sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.30, chiusa lunedì e martedì. Da martedì 26 al 7 gennaio segue l’orario festivo. Biglietto intero 14 euro, ridotto 12 (per disabili, gruppi, under 26 e over 65).