
L’esperienza a basso costo di Vincenzo Conese per promuovere la sostenibilità
Vacanze all’insegna della sostenibilità per Vincenzo Conese (nella foto), monzese, reduce dalla “Running for future“, biciclettata a staffetta lungo la Via Francigena del Sud, da Roma a Lecce, evento di cicloturismo (638 chilometri, 16 tappe in 9 giorni), promosso da “Parents e Fridays For Future Italia“. "La particolarità – racconta Vincenzo – è legare il turismo responsabile all’intermodalità. Certo, nel Sud la via Francigena è da consolidare, non sempre ci sono le ciclabili, ma è fattibile. La scorsa settimana la via Appia è stata aggiunta ai siti Unesco". La bellezza dell’iniziativa sta anche nell’incontro con le realtà locali e fra associazioni di diverse parti d’Italia, come varie sezioni di Legambiente, oppure “Extinction rebellion“. Le squadre cambiano da una tappa all’altra e sono occasione per fare nuove amicizie e allacciare nuovi contatti. "Durante il percorso – continua Vincenzo – siamo stati ospitati in realtà diverse, alcune collaudate e attrezzate, mentre altre più spartane: a volte in tenda, altre volte il contatto locale aveva predisposto un bed and breakfast. Altre volte gli oratori hanno messo a disposizione un locale. A Teano siamo arrivati un giorno prima, per un equivoco sulle date, ma poi abbiamo partecipato a un’iniziativa locale". È un modo di viaggiare spendendo poco. A Benevento il gruppetto di pellegrini è stato accolto da un cenacolo culturale locale e si è imbattuto in una presentazione di libri. "Poi un socio aveva un agriturismo e ci ha ospitato in un posto da favola – racconta Vincenzo –, ma non dobbiamo farci l’abitudine. L’obiettivo era testare le strutture recettive sulla via, disponbili per il cicloturismo. Certo, ci vuole una forte propensione all’adattamento".
I Parents for future stanno insistendo ora anche sul turismo scolastico all’insegna del sociale, proponendo anche ai ragazzi di progettare i loro viaggi in bicicletta, con cambi intermodali, molto adatto per le scuole a indirizzo turistico come il Mosè Bianchi. "Insistiamo soprattutto per i rapporti di reciprocità – continua Vincenzo –, il turismo finora ha vissuto di stereotipi: mete super gettonate che si devono proteggere e mete poco valorizzate come Monza e la Brianza da scoprire".
C.B.