
Forse l’abuso di alcol da parte di Marco Magagna all’origine delle tensioni sfociate nell’accoltellamento . Alcuni residenti avevano allertato l’amministratore, due gli interventi delle forze dell’ordine.
"Litigavano sempre. I vicini erano così stanchi delle loro urla che hanno persino scritto una lettera all’amministratore per protestare". Così raccontava ieri una donna residente nell’affollato condominio di via Tonale 22, sei palazzine per 70 persone, dove la relazione fra Stella Boggio, e Marco Magagna stava consumandosi tra grida e botte, forse per colpa dell’alcol. Si contano almeno due interventi da parte delle forze dell’ordine su richiesta dei vicini di casa.
Fino alla coltellata nella notte al termine di una nuova violenta lite e la chiamata disperata di lei al 112 dopo avere ferito mortalmente il compagno: "Non ce la facevo più", si è sfogata in caserma, dichiarando di avere agito per legittima difesa, esasperata da mesi di maltrattamenti.
Lui è stato trovato accasciato a terra nel salotto della mansarda con un coltello da cucina nel petto, in un bagno di sangue. I due si erano conosciuti e innamorati un anno e mezzo fa. La relazione è via via maturata sino ad una convivenza, seppur non stabile, a casa di lei. Ma le cose, secondo il racconto della donna, sono iniziate a degenerare, anche e soprattutto a causa di un presunto abuso di alcolici da parte della vittima. Lei ha alle spalle una relazione da cui è nato un figlio di 8 anni, che vive con il padre. "Vivo qui da sempre – racconta una signora – è una zona tranquilla. Ma quei due urlavano come matti. La sera poi era un inferno. Nella palazzina A, erano tutti disperati. Hanno parlato anche con loro. Ma, a quanto pare, c’era sotto ben peggio che le urla. Spiace sentire di queste tragedie. Soprattutto tra quei due ragazzi. Erano giovani e belli. Siamo tutti sotto choc".
Un giovane abita al primo piano della palazzina A: "Li ho visti poco. Ma so dai miei famigliari che i due erano sempre ai ferri corti. Anche la sera, chi abita vicino o a fianco li sentiva litigare sempre. La signora io la vedevo a passeggio con un cane di grossa taglia. So che una volta la signora ha litigato con una vicina in ascensore per il suo cane".
"Era una bellissima coppia – dice una ragazza – io li vedevo in garage salire o scendere dall’auto. O a volte incontravo lui o lei che buttavano la pattumiera. Io vivo in una palazzina lontana da loro. Per cui li vedevo come una coppia affiatata e gentile. Mi pareva che stessero bene insieme. Poi stanotte sono stata svegliata dalle sirene e solo stamattina ho scoperto la realtà". Di fronte alle palazzine c’è una scuola elementare. Tanti i nonni e i papà che vanno a ritirare i nipoti. Ma in tanti si avvicinano agli edifici per sapere cosa è successo. "Ancora un omicidio a Bovisio? Ancora mi ricordo di quella poveretta uccisa con diversi colpi di pistola il 19 aprile del 2018 dal marito da cui si stava separando mentre era in auto, ferma al semaforo. Cose da matti. Due omicidi nel mio paese".
Valeria Bufo, 56 anni, fu uccisa a colpi di pistola dal marito a Bovisio dopo avere lasciato la casa coniugale. La donna era ferma in auto al semaforo, quando è stata affiancata dal marito Giorgio Truzzi, che l’ha freddata come un consumato killer.