I tesori di Villa Borsani. Benvenuti nella casa dell’architetto visionario amico di Fontana e Melotti

Varedo, il capolavoro del razionalismo custodisce trecento opere d’arte. Sarà sede di Alcova, uno degli eventi più attesi della Milano Design Week.

I tesori di Villa Borsani. Benvenuti nella casa dell’architetto visionario amico di Fontana e Melotti

I tesori di Villa Borsani. Benvenuti nella casa dell’architetto visionario amico di Fontana e Melotti

Arrivano dagli Stati Uniti, dall’Australia, dalla Gran Bretagna. Tra i tanti visitatori architetti e designer incantati da un tesoro tutto da svelare. Grazie alla delegazione Fai di Monza, che collabora con la proprietà per l’apertura e la valorizzazione di un patrimonio inestimabile, Villa Borsani, normalmente chiusa al pubblico, progettata nel 1940 e realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale tra il 1943 e il 1945 quale residenza principale della famiglia, svela i suoi gioielli.

La villa offre una complessa visione di sintesi stilistica: a due piani, con i giardini adiacenti situati nei pressi della fabbrica Abv, l’atelier di arredamenti e la Tecno in via Umberto I 148, presenta un inconfondibile carattere moderno. Osvaldo Borsani architetto, designer e imprenditore era infatti partito dall’attività del padre, l’Abv Atelier Borsani Varedo e nel 1953 aveva fondato con il fratello gemello Fulgenzio la Tecno, azienda di mobili da ufficio divenuta in pochi anni una delle principali realtà italiane del design. Ed è proprio all’interno della villa che si rispecchia il design della Tecno, ma non solo, con l’uso di materiali preziosi, in stridente contrasto con l’austerità dell’esterno. Borsani è stato uno dei pionieri dell’unione di artigianato e industria, estetica e ingegneria. Attraverso oltre 300 opere, custodite nell’archivio, da pezzi unici a prodotti industriali, documenti, arredi e schizzi originali, all’interno della dimora sono raccontati cinquant’anni emblematici della sua attività, dalla modernizzazione del mobile in stile nell’Atelier di Varedo alla creazione di Tecno, che ha rappresentato l’avanguardia nel design italiano. Nei circa 800 metri quadrati si trovano opere firmate da maestri dell’arte contemporanea quali Giandante X, Adriano Spilimbergo, Antonio Voltan, Lucio Fontana, Agenore Fabbri, Arnaldo Pomodoro e Guido Tallone. Era nella natura di Osvaldo Borsani incontrarsi con altri talenti dell’epoca e collaborare con loro, che fossero artisti, fotografi, designer, architetti. Nel tempo la villa ha visto la presenza di ospiti come Lucio Fontana, Gio Ponti, Arnaldo e Giò Pomodoro, Ugo Mulas, Roberto Crippa, Fausto Melotti. "Con i nostri volontari – spiegano dal Fai Monza – raccontiamo la villa dal punto di vista architettonico, artistico, storico, culturale, con il suo giardino, opere d’arte, documenti storici, l’archivio fotografico; la storia di un grande architetto e designer, fondatore della Tecno col fratello Fulgenzio Borsani all’insegna della téchne, la scienza del sapere fare". Stanze gioiello dove tutto è intatto, dai mobili di design ai marmi policromi, dai legnami intarsiati al camino-scultura di Lucio Fontana che vengono scelte da numerose aziende per la realizzazione di video pubblicitari e per servizi fotografici.

La grandiosa scala in marmo di Candoglia che conduce al piano superiore è incantevole. La villa è una perla talmente bella da essere stata scelta per ospitare, insieme a Villa Bagatti Valsecchi, la settima edizione di Alcova, uno degli eventi più attesi del FuoriSalone della Milano Design Week. Dal 15 al 21 aprile, Villa Borsani sarà la location del design sperimentale. Un’occasione imperdibile per gli appassionati dell’architettura e del design milanese per immergersi nella storia che ha reso celebre anche la città di Varedo.