DARIO CRIPPA
Cronaca

I sindacati e il caso Mohamed: "Oggi il lavoro è in trincea"

Dopo la morte in cantiere di un operaio di 42 anni colpito da un pezzo di metallo caduto da una gru. Cgil, Cisl e Uil lanciano il loro appello: "Servono dispositivi di protezione individuale e formazione".

I sindacati e il caso Mohamed: "Oggi il lavoro è in trincea"

I sindacati e il caso Mohamed: "Oggi il lavoro è in trincea"

"Non è tollerabile che il mondo del lavoro si trasformi in un incubo". Fillea Cgil, Filca Cisl e Fineal Uil escono con un comunicato congiunto all’indomani della scoperta di quanto accaduto sabato scorso.

Mohamed Abdeltawwab Kamel Mabdrouk, un operaio egiziano di 42 anni, è morto, si è spento dopo quattro giorni di agonia nel reparto di neuro rianimazione dell’ospedale San Gerardo di Monza.

Mohamed è il primo morto sul lavoro in Brianza di questo inizio di anno. Lo scorso anno ce n’erano stati quattro. L’anno prima 7. In diminuzione, ma mai abbastanza.

Mohamed era un operaio edile generico. Lo avevano assunto a febbraio per lavorare, per conto di un’azienda in subappalto di Napoli dove già lavorava suo cugino, nel cantiere per la costruzione di tre palazzi in via Giacosa, al quartiere Cederna. Accanto all’ex cotonificio.

Aveva tante speranze, Mohamed, soltanto una settimana prima era riuscito a farsi raggiungere a MIlano dove abitava in zona viale Padova dalla moglie e dai suoi 4 figli.

Il 24 aprile, la tragedia. Da un gru, che pare fosse stata sottoposta a revisione appena pochi giorni prima, si era staccato un pezzo di metallo che era precipitato a terra centrando Mohamed alla testa. I sindacati sono addolorati: "Esprimiamo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore. Mohamed aveva solo 42 anni e tanti progetti per il suo futuro e per la sua famiglia che lo aveva raggiunto dall’Egitto solo la settimana scorsa. Restiamo in attesa dell’esito delle indagini da parte degli enti preposti e delle forze dell’ordine, ma è inammissibile assistere ad episodi di questo tipo nonostante il continuo tentativo da parte nostra di mettere le misure di protezione a favore di una maggiore sicurezza al centro della contrattazione". Non possono esserci sconti, col pensiero alla festa del Primo Maggio.

"È stata l’ennesima vittima di quella che ormai non è più una giornata di lavoro, ma una giornata in “trincea”. Non è tollerabile che il mondo del lavoro si trasformi in un vero e proprio incubo nel quale lavoratrici e lavoratori non tornano più a casa dai loro cari dopo una giornata di fatica. Le imprese devono avere come priorità la prevenzione e la formazione, garantire tutti i dispositivi di protezione individuale (DPI) e l’applicazione delle procedure di sicurezza in tutte le fasi di lavorazione per chi opera in appalti e subappalti. Non si può parlare di incidenti sul lavoro quando negli ultimi vent’anni il lavoro e la sicurezza sono stati visti più come un costo che come una risorsa". C’è un’unica soluzione possibile. "Riteniamo necessario investire maggiormente sui controlli ispettivi. Non è più tempo di parole, ma di azioni concrete, di messa in campo di risorse e sinergie da parte di aziende, istituzioni e autorità competenti per promuovere interventi a garanzia della sicurezza nei luoghi di lavoro".

I sindacati, in particolare Fillea Cgil, a cui Mohamed si era iscritto, promettono che per quanto possibile daranno una mano alla sua famiglia. Hanno già preso contatti. "Siamo vicini al dolore dei famigliari di Mohamed e a disposizione per ogni tipo di assistenza".