I farmaci per una malattia rara rubati e ritrovati in Germania

Il processo per il riciclaggio di farmaci rubati destinati alla cura del cancro e malattie rare entra nel vivo a Monza. Imputati condannati in primo grado e poi assolti in appello attendono l'esito della Cassazione. La Procura ha smantellato la prima organizzazione criminale dedicata al traffico internazionale di farmaci rubati. Farmacisti, titolari di società e corrieri tra gli imputati. La Roche e Novartis parti civili. Prossima udienza a luglio.

I farmaci per una malattia rara rubati e ritrovati in Germania

I farmaci per una malattia rara rubati e ritrovati in Germania

Entra nel vivo il processo per il quarto troncone dell’inchiesta sul riciclaggio di farmaci ospedalieri, destinati alla cura del cancro e di malattie rare, risultati rubati. Ma si attende l’esito della Cassazione su alcuni altri imputati condannati in primo grado al Tribunale di Monza, poi assolti con formula piena in appello. Per la Procura di Monza quella sgominata dai carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni di Milano a conclusione dell’indagine “Pharmatraffic“ era la prima organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di farmaci, sottratti da grossisti o durante la consegna negli ospedali italiani e rivenduti all’estero. Nel 2015 erano state eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare (6 in carcere e 13 ai domiciliari) con le accuse di associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, riciclaggio e commercio internazionale di farmaci rubati. A queste imputazioni si aggiunge anche quella di commercio di medicinali guasti perché spesso i farmaci sottoposti al regime della temperatura controllata non erano conservati sottozero come previsto. I militari avevano anche eseguito un sequestro di medicinali per circa 3 milioni di euro e un sequestro per equivalente di beni per circa 23 milioni di euro ritenuti pari al danno complessivo causato al servizio sanitario nazionale e all’Erario. In arresto erano finiti farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci, agenti di commercio e autotrasportatori tra Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia. La pm monzese Franca Macchia ha già ottenuto diversi patteggiamenti e condanne con il rito abbreviato e al dibattimento, mentre in un caso alcuni imputati sono stati assolti con formula piena in appello e si attende l’esito del ricorso in Cassazione.

Ora alla sbarra sono rimasti una decina di imputati, tra cui i corrieri dei medicinali che ‘scottavano’, alcuni latitanti e anche società imputate come persone giuridiche, tra cui la monzese Equi-Farma (i cui titolari hanno patteggiato la pena), che però nel frattempo sarebbe fallita. La Roche e Novartis si sono costituiti parti civili al processo. Proprio a Equi-Farma sarebbero arrivate nel 2011 le indagini, come ha spiegato ieri in aula un allora componente del Nas. "La DHL aveva denunciato che in uscita dal deposito risultavano sottratte 327 confezioni su mille di farmaci per una malattia rara. L’Interpol ha trovato questi farmaci in Germania, esportati dall’Italia e il tracciamento a ritroso del riciclaggio ha portato alla azienda farmaceutica monzese". Si torna in aula a luglio.

S.T.