Folla al corteo con la banda e l’alzabandiera

Il territorio brianzolo di Monza celebra la Resistenza con ricordi di eroi caduti e donne coraggiose. La Festa della Liberazione onora la memoria con cerimonie e discorsi istituzionali.

Folla al corteo con la banda e l’alzabandiera

Folla al corteo con la banda e l’alzabandiera

"Anche il territorio brianzolo diede un fondamentale contributo alla Resistenza, con gli scioperi e le rivolte nelle fabbriche di Monza e anche di Sesto San Giovanni, ma anche nelle campagne". Emanuela Manco, presidente dell’Anpi di Monza, sfoglia la storia. E "ripenso al campo di prigionia di Fossoli, in cui persero la vita otto partigiani brianzoli, tra cui cinque monzesi. Ma non dobbiamo dimenticarci nemmeno delle donne che hanno fatto le staffette partigiane, come Salvatrice Benincasa e Elisa Sala". La memoria che torna viva. Soprattutto nel giorno della Festa della Liberazione che a Monza è iniziata con la Santa Messa alla cappella del cimitero urbano prima della deposizione di una corona d’alloro al campo dei Caduti della Resistenza, alla stele Anei (Associazione nazionale ex internati) e al campo dei Caduti di tutte le guerre.

Poi il corteo da piazza Citterio a piazza Trento e Trieste. La marcetta festante della Triuggio marching band ha accompagnato autorità, associazioni partigiane e d’arma e cittadini a fermarsi di fronte al Monumento ai caduti, con la solennità dell’alzabandiera e i discorsi istituzionali. "La Resistenza fu il culmine di una battaglia iniziata prima grazie a tanti coraggiosi oppositori al regime fascista – continua Manco –. Di uno di questi, Giacomo Matteotti, ricorre quest’anno il centenario dall’uccisione, avvenuta per mano dei fascisti. Così fu anche per tanti partigiani, uomini e donne, giovani e meno giovani".

A.S.