ALESSANDRO SALEMI
Cronaca

Ecco i Giovannini d’Oro. Dai rifugiati all’ambiente. È l’anno dei volontari. Pilotto: "Qualcosa di grande"

Riconoscimento alla memoria dell’ex guardia ecologica Gianni Pelli e all’angelo dei profughi Fulvia Tiziani. Emozionati Alessandro Colombo, da 30 anni animatore negli oratori, e monsignor Silvano Provasi.

Ecco i Giovannini d’Oro. Dai rifugiati all’ambiente. È l’anno dei volontari. Pilotto: "Qualcosa di grande"

Ecco i Giovannini d’Oro. Dai rifugiati all’ambiente. È l’anno dei volontari. Pilotto: "Qualcosa di grande"

"I Giovannini d’oro di quest’anno sono stati assegnati a figure che hanno legato la propria vita al volontariato, seguendo l’esempio dei nostri due compatroni: San Gerardo, che ha insegnato il donarsi agli altri, e San Giovanni Battista, che oggi festeggiamo, annunciatore di una prospettiva, di qualcosa di grande che deve venire". Il sindaco di Monza Paolo Pilotto ha riassunto con parole efficaci la motivazione di fondo delle 4 assegnazioni del Giovannino d’oro di quest’anno, e del premio Corona Ferrea, rispettivamente a 4 figure cittadine e a un’associazione che nel dono agli altri e nel farsi portatori di speranza hanno orientato il loro operato nella comunità. La massima benemerenza cittadina, come ogni 24 giugno, ha visto la cerimonia di assegnazione sotto i portici dell’Arengario, subito dopo la messa delle 10.30. Due Giovannini d’oro alla memoria sono stati conferiti a Gianni Pelli e Fulvia Antonia Tiziani, mentre altri due direttamente nelle mani di monsignor Silvano Provasi e di Alessandro Colombo. Il premio Corona Ferrea invece, è andato ad Abio Brianza.

Gianni Pelli si è distinto come "cittadino attivo prima attraverso l’impegno politico - si legge nella motivazione - e poi come volontario nel gruppo delle Guardie ecologiche volontarie, di cui è stato coordinatore fino al 2023. (...) Presenza costante nel Parco di Monza, si è distinto per la dedizione quotidiana alla sua città, che ha voluto servire anche in qualità di “nonno civico“". A ritirare il premio il figlio Ettore: "Ringrazio di cuore le Gev che hanno proposto il nome di mio padre. Lui oggi sarebbe sorpreso di questo riconoscimento, perché per lui era normale e naturale tutto ciò che faceva". L’altra insignita alla memoria, Fulvia Antonia Tiziani, è stata sempre "impegnata nella parrocchia di Sant’Ambrogio in favore dei piccoli e dei giovani", "nell’associazione “Ti do una Mano onlus“, accogliendo a più riprese ragazzi vittime del disastro di Chernobyl", e nel 2019 "ha fondato con il marito l’associazione “Mani di Pace” che segue diversi progetti in Turchia e in Siria", i cui profughi di guerra ha sempre aiutato in attività di accoglienza e sostegno già dal 2013. "La nostra casa è un “porto di mare“ - ha commentato emozionato il marito -. Lei fino agli ultimi giorni ha dato tutta se stessa per questa causa, che ora porteremo avanti". A spendersi per buone cause da una vita è anche Alessandro Colombo, da trent’anni "animatore adorato dai giovani negli oratori di San Gerardo e Cederna" ed educatore-volontario "con la San Vincenzo De’ Paoli e con le Preziosine nel Centro anziani Day Hospital", nonché abile musicista con la sua “Compagnia della Blandoria“, con cui ha tenuto innumerevoli concerti a scopo benefico. "Lo considero un Giovannino d’oro di famiglia - ha detto sul palco -. Amici hanno raccolto 600 firme per propormi. La cosa più bella dell’oratorio è donare e donarsi, e i ragazzi che ho incrociato per me sono come figli. Con emozione ripenso anche ai miei 16 anni di volontariato all’orfanotrofio in Kenya. Devo questo premio a mia mamma maestra e formatrice e a mio papà artista".

In ultimo a essere insignito è stato monsignor Silvano Provasi. Arciprete di Monza dal 2007 – carica che lascerà l’1 settembre – ha festeggiato quest’anno il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale. Sempre pacato e sobrio, "ha dimostrato particolare attenzione ai giovani". "Grazie anche alla sua opera paziente – termina la motivazione – dopo sei anni di lavori, la facciata del Duomo di Monza è tornata ad essere la meraviglia che tutti oggi possono ammirare". Nel segno dell’umiltà il suo commento: "Arrivato a Monza nel 2000, al senso di inadeguatezza ho sempre accompagnato la forza della responsabilità. Il senso di inadeguatezza, se ben gestito, può fare dei miracoli".