Droga, è allarme giovani. Sul web trovano di tutto . Non sanno cosa prendono e a 12 anni già fumano eroina

Parla Giovanni Galimberti, direttore del SerD, il servizio di sostegno dell’Asst Brianza. Dal 2017 il numero di frequentatori del centro sotto i 24 anni è raddoppiato.

Droga, è allarme giovani. Sul web trovano di tutto . Non sanno cosa prendono e a 12 anni già fumano eroina

Droga, è allarme giovani. Sul web trovano di tutto . Non sanno cosa prendono e a 12 anni già fumano eroina

Non si sa nemmeno che cosa ci sia dentro le sostanze che assumono. Troppi ragazzi sono devastati dalle dipendenze. Non ci sono droghe leggere. Fare due chiacchiere con Giovanni Galimberti, direttore del SerD (Servizio dipendenze) dell’Asst Brianza, apre uno spaccato rivelatore su un universo a tratti raggelante. All’ospedale Vecchio hanno sede il SerT (Servizio Tossicodipendenze) e il NOA (Nucleo operativo Alcoldipendenze).

Parliamo di droghe, coma va?

"È un mondo che si è molto ampliato, con la creazione di nuove sostanze sintetiche. Che non riusciamo a individuare, vediamo però quanto stanno male i ragazzi che ne fanno uso".

Cioè?

"C’è una difficoltà diagnostica a individuare le sostanze… è un po’ come il doping, a volte basta modificare piccoli gruppi chimici di una molecola stupefacente per mutarne gli effetti: le grosse organizzazioni criminali hanno eserciti di chimici al loro servizio per lavorarci sopra. Nel mondo delle droghe rimane una sorta di zoccolo duro di sostanze classiche, come l’eroina, la cocaina, i cannabinoidi. Ma c’è un mondo sommerso, il cosiddetto Deep web, fatto da nuove, innumerevoli, sostanze psicoattive. In gergo tecnico, le chiamiamo Nps, New Psychotic Sustance".

Cosa è cambiato?

"La pandemia ha accelerato la possibilità di accedere a un mercato che sfugge sempre di più a un controllo, l’abuso di sostanze stupefacenti (e di alcol) segue i cambiamenti socio culturali. In questi anni c’è stato un abbassamento dei costi e delle disponibilità di sostanze che ha influito sull’età dei consumatori, sempre più giovani".

E l‘eroina? Ai boschetti di Rogoredo bastano 2 euro per “farsi“.

"Sta cercando di recuperare mercato fra i più giovani, per 20 anni era passata di moda e oggi è tornata alla grande, intercettando le nuove generazioni, già a partire dai 12-13 anni. E ha superato lo stigma del “buco”: non è più necessario, basta fumarla e così fa meno paura".

Un inganno?

"Sì, perché dà una dipendenza immediata, da cui è difficile tornare indietro. E di dose in dose, per avere gli effetti desiderati, fumare non basta più: e ci si trova a passare alle siringhe e al buco".

Cosa succede a un ragazzino che fa uso di eroina?

"Gli effetti sul cervello sono devastanti. Ovviamente vale per tutte le sostanze, anche per l’alcol, la stessa Organizzazione mondiale della sanità invita a non usarlo prima dei 16 anni e con molta moderazione fino ai 18-20 anni. Quando si è giovani, il lato emotivo e cognitivo del cervello si stanno ancora sviluppando e queste sostanze interferiscono con le normali traiettorie di crescita".

Le droghe leggere?

"È un ossimoro, non esistono, c’è stato un processo di normalizzazione che le ha sdoganate. E occorre considerare che i cannabinoidi (hashish o marijuana) in circolazione trent’anni fa non esistono più: con un perfetto meccanismo di marketing, le cosiddette “canne” di oggi hanno un contenuto di Thc, cioè il principio attivo, superiore anche dell’80%. Gli spacciatori sanno fare il loro mestiere".

C’è un problema giovanile?

"La parola più utilizzata dai ragazzi con cui veniamo in contatto è: “normale”. Ma dal punto di vista medico non è “normale”, le sostanze psicoattive interferiscono col processo di maturazione del cervello".

Qualche mese fa un 17enne aveva in crisi di astinenza aveva devastato l’ospedale...

"Siamo stati chiamati l’altro giorno per l’ennesima volta nel reparto di Neuropsichiatria infantile, un ragazzino aveva avuto uno scompenso psicomotorio dopo l’uso di cannabinoidi",

Le droghe leggere, appunto…

"Tutto interagisce con il cervello e non sappiamo che tipo di effetti avrà una qualsiasi sostanza, ci sono persone che rispondono in una maniera patologica grave".

Se ne può uscire?

"Chi ha scompensi clinici, se ben trattato può avere un ritorno progressivo alla normalità. Ma non è semplice: ci sono casi in cui si ha necessità di cure particolarmente lunghe. Quando introduci nell’organismo determinate sostanze è come un vaso di Pandora: lo scoperchi e non sai cosa ci troverai dentro. Predisposizione genetica e fragilità di funzionamento possono determinare complicanze psichiatriche molto pesanti".

Quanti ragazzi seguite?

"Dal 2017 a Monza abbiamo registrato un incremento dell’utenza sotto i 24 anni dall’8 al 17%".

Traduciamolo in numeri.

"Solo a Monza città, il SerD da gennaio ha in cura 570 utenti: un centinaio sono giovani. Mentre 843 sono quelli al Noa (alcol, gioco e tabagismo). L’eroina clinicamente ti aggancia di più, quasi impossibile controllarla. La coca invece rispetto a un tempo ha abbassato decisamente i suoi prezzi: da droga di élite, è diventata alla portata di tutti. La sua peculiarità è che entra piano piano, un tempo era utilizzata soprattutto perché era più funzionale a una società basata sulla successo, mentre l’eroina ha un effetto contrario: stordisce. Sono come il sole e la luna".