Diversi ospedali della Brianza stanno chiudendo i reparti Covid per mancanza di ricoverati
Diversi ospedali della Brianza stanno chiudendo i reparti Covid per mancanza di ricoverati

Vimercate (Monza e Brianza), 5 giugno 2020 - L’ultimo paziente Covid è uscito ieri dalla Rianimazione. Un momento emozionante per il personale in trincea da fine febbraio. Anche se la polmonite è cambiata, anche se non si vedono più le crisi respiratorie delle settimane del picco. Vimercate fa un altro passo verso la normalità dopo la grande paura. Pure la sub intensiva, gradino prima dell’ultima spiaggia, è vuota. Un mese e mezzo fa non ci avrebbe creduto nessuno. «E invece abbiamo superato la fase critica, anche se non mi fido e dico a tutti che non dobbiamo abbassare la guardia", ripete il direttore generale Nunzio Del Sorbo. In 40 anni di carriera non aveva mai visto niente del genere. Compresa la conversione delle corsie in tempo zero per fare posto ai contagiati, come è successo con il Covid e ora prima di tornare indietro, ha messo a punto un ‘Piano B’, la possibilità di scendere ancora in prima linea, se necessario, senza lo choc terribile di tre mesi fa.

L’effetto sorpresa è stato uno schiaffo che si è tradotto in un bilancio pesante: 260 malati - oggi sono 44 fra Vimercate (39) e Carate (5) - un centinaio di morti. Il peggio sembra passato ma non si può guardare avanti e basta. L’Azienda ha perso un uomo importante della dirigenza, Oscar Ros, il 140esimo medico morto sul campo per colpa del virus. "Abbiamo pagato un tributo altissimo alla pandemia – aggiunge il direttore – per questo ripeto che non dobbiamo sottovalutare il nemico". Una convinzione che guida ogni passo della nuova vita del colosso ospedaliero brianzolo, dove adesso si fa tutto su prenotazione e con la mascherina.

Sono nati percorsi separati per il pronto soccorso, per il punto nascite, per la sala operatoria. Nessuno a rischio Covid deve entrare in contatto con chi non ha incontrato il virus. Così, ad esempio, per il prelievo si rimane in sala d’attesa lo stretto necessario con il numerino assegnato a distanza. Una riorganizzazione a 360 gradi che dovrà permettere anche il recupero del pregresso: "Stiamo studiando il modo per snellire, durante l’emergenza sono saltate migliaia di visite – spiega Del Sorbo – contiamo di rimetterci in pari entro fine anno. Prima, è impossibile". Nel cassetto c’è un altro grande progetto oltre all’intelligenza artificiale congelata dalla pandemia: il ritorno al territorio. "La parola d’ordine oggi più che mai è ricucire il rapporto, ma per noi non sarà difficile. Avevamo già intrapreso questa strada con la nascita del polo cronici all’ex ospedale. La tragedia che ci ha colpiti non può che confermarci che andiamo nella direzione giusta e che dobbiamo trarre una lezione anche da questa situazione terribile".