Cornate, appello per Leonardo: “Diamogli la cittadinanza onoraria, rimediamo a un’ingiustizia”

L’invito al Parlamento di Fiorenzo Mandelli, curatore della chiesetta dell’Addolorata, amante e “voce” del genio del Rinascimento. L’artista visse a lungo sull’Adda

Fiorenzo Mandelli ( a destra nella foto ), il cicerone della Brianza

Fiorenzo Mandelli ( a destra nella foto ), il cicerone della Brianza

Cornate (Monza) –  «Sono cavaliere della Repubblica dal 2018 per il mio impegno culturale su di lui e Leonardo non è neppure cittadino onorario. Il mio è un appello al Parlamento: rimedino, è un’ingiustizia". Stavolta, Fiorenzo Mandelli ( a destra nella foto ), il cicerone della Brianza, curatore della chiesetta dell’Addolorata, amante e “voce“ del genio del Rinascimento che abitò a lungo poco lontano, a Villa Melzi d’Eril, a Vaprio, e che sull’Adda era di casa, veste i panni di avvocato per perorare la causa.

«Scontata per i turisti che accompagno sulle sue orme tra Cornate e dintorni - spiega - ma non per lo Stato che non ne ha ancora fatto un italiano a tutti gli effetti". Sono 30mila i curiosi che si avventurano da queste parti ogni anno. "Qui il pubblico può ammirare i tre Corni, sfondo della Vergine delle Rocce, reso immortale dal Maestro. Un paesaggio intatto dai primi del Cinquecento".

L’inizio della forra, uno dei tratti più spettacolari di tutto il fiume: un canyon profondo più di 100 metri ricoperto da boschi di querce e carpini, un residuo dell’antica foresta padana, ancora ben visibile. A due passi c’è lo Stallazzo, il punto ristoro dove rilassarsi immersi nella natura. Suggestivo e frequentatissimo l’itinerario che porta alla scoperta dell’ingegnere e del pittore lungo le sponde del Naviglio di Paderno, il canale artificiale parallelo all’Adda, ideato proprio dall’autore del Cenacolo. A intrattenere gli appassionati con mille aneddoti e la storia di questo pezzo di Lombardia c’è sempre Mandelli che ricorda pure i consigli di Leonardo contro la siccità.

«Tenere il più possibile a monte le acque con numerosi invasi e cateratte - raccomandava l’inventore delle chiuse – per far scendere a valle il necessario a muovere i mulini (oggi le centrali idroelettriche) e rendere fertili le campagne circostanti". "Una ricetta valida anche in tempi di cambiamento climatico", racconta la guida.

Qui, accompagna, studiosi, uomini di spettacolo e un esercito di fan "del grande Leonardo. Un italiano che suscita ammirazione in tutti, giovani e adulti, e certo non lascia mai indifferenti, per questo spero che a Roma raccolgano l’appello in arrivo da questo spicchio di provincia. La cittadinanza è un atto dovuto e aiuterebbe tutti noi a sentirci ancora più parte di una gloriosa famiglia che attraversa i secoli".