L'artista seregnese Sara "Shifter" Pellucchi
L'artista seregnese Sara "Shifter" Pellucchi

Seregno (Monza Brianza), 21 aprile 2018 - Non ci sono solo brani passati alla storia, quelli che riconosci dopo tre accordi. Molti dischi sono ricordati per la loro copertina prima ancora che per la loro musica. Immagini che si sono emancipate dal destino dell’album e della band. Diventando icone di generazioni, simboli della musica e del momento: la banana di Andy Wharol sul primo album omonimo dei Velvet Underground, le strisce pedonali più famose al mondo sul frontespizio di Abbey Road dei Beatles.

E "a chi non è mai capitato, almeno una volta, di entrare in un negozio di musica e di venire colpiti da una copertina, di essere tentati di acquistare quel disco anche se non l’ha ancora ascoltato?". Sara “Shifter” Pellucchi è una "fanatica dell’immagine" come lei stessa ammette. Impiegata di giorno, artista in tutto il resto del tempo a disposizione. Seregnese classe 1983, dipinge, disegna, realizza installazioni e scrive. Una mente artistica in continua evoluzione. Che ha deciso di unire le sue passioni, per l’arte e per la musica, creando un sito (www.artovercovers.com) per raccontare la storia e il significato delle copertine dei dischi, dal blues al metal, dal rap al funk, dalla musica italiana all’elettronica, dal reggae al rock.

"La copertina  di un album ha un’importanza basilare nell’espressione artistica di un musicista o di una band, perché anche lei è una dimostrazione d’arte e rappresenta l’artista a livello figurativo", spiega Sara. Insieme a lei "ci sono altri nove ragazzi sparsi un po’ in tutta Italia – racconta –. Ogni due giorni pubblichiamo una recensione, adesso anche dei film e del libri. È tutta farina del nostro sacco anche se, ovviamente, prima ci informiamo". Recensioni che svelano aneddoti, curiosità e tutto quello che quell’immagine stampata trasmette al di là del messaggio del contenuto, ovvero oltre la musica, le pagine di un romanzo o il film». Non è una scatola chiusa. "Portiamo avanti questo progetto di passione nei ritagli di tempo – spiega Sara –. E chiunque può inviare il proprio contributo, mandarci la sua copertina e il suo racconto". Perché la musica è anche da guardare. Come un’opera d’arte.