Boom di ragazzi che non escono di casa e vivono solo su internet: cos’è il fenomeno “Hikikomori”

A convegno con la sottosegretaria Paola Frassinetti psicologi, neuropsichiatri, terapeuti e docenti universitari

I ragazzi alle prese con questo problema trascorrono troppo tempo attaccati a internet rifiutandosi di uscire di casa

I ragazzi alle prese con questo problema trascorrono troppo tempo attaccati a internet rifiutandosi di uscire di casa

Sono ragazzi che smettono di uscire di casa, non frequentano più scuola e amici, si chiudono nella loro stanza e limitano al minimo i rapporti con l’esterno, mantenendo i contatti soprattutto attraverso internet. Li chiamano con un termine giapponese, hikikomori. Casi in aumento anche in Italia. E se fino a qualche anno fa il nome di questo fenomeno a tanti diceva poco, da un po’ di tempo sono invece diversi i genitori che ci devono fare i conti, pure in Brianza.

Così nel weekend psicologi, neuropsichiatri, terapeuti, ma anche studiosi di nuove tecnologie e docenti universitari, fino al sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, si confronteranno per cercare di spiegare alle famiglie brianzole e ai ragazzi, a insegnanti ed educatori cos’è l’hikikomori, quali sono i giovani più a rischio, come i genitori possono individuare i primi segnali del problema e quali soluzioni possono applicare. Lo faranno nell’incontro dal titolo “Hikikomori, ragazzi isolati nel mondo digitale“, che si terrà domenica alle 17 a Palazzo Terragni.

L’iniziativa è promossa dal Comune insieme agli istituti superiori Giuseppe Meroni ed Europa Unita, in collaborazione con Asst Brianza e l’Associazione Hikikomori Italia. "Il fenomeno hikikomori sta prendendo piede anche in Italia, dove già si stimano circa 100mila casi – spiega la sottosegretaria del Ministero dell’Istruzione, Paola Frassinetti, che parteciperà all’incontro –. Da un recente studio risulta che il 18% dei giovani avrebbe dichiarato di aver effettuato episodi di isolamento volontario. Per questo bisogna correre ai ripari, potenziando strutture ad hoc, centri di consulenza e mettendo in atto campagne informative con particolare attenzione a scuole ed università".

A discutere del tema saranno, oltre a Frassinetti, il direttore della neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza di Asst Brianza Paolo Dellacasa, lo psicologo Lorenzo Pivanti, il docente universitario Michele Miccoli, lo psicologo del digitale Ivan Ferrero, lo psicoterapeuta Iacopo Maffi, il direttore sociosanitario di Asst Brianza Antonino Zagari. Ingresso libero.