Campioni di vita. Compito in classe con gli atleti speciali: "Allenate il rispetto"

L’ex pallavolista Andrea Lucchetta e le medaglie paralimpiche lanciano il messaggio a oltre 300 studenti delle scuole superiori.

Campioni di vita. Compito in classe con gli atleti speciali: "Allenate il rispetto"

Campioni di vita. Compito in classe con gli atleti speciali: "Allenate il rispetto"

"Impegno, determinazione, passione, ma soprattutto rispetto per la propria vita e per quella degli altri. Solo così puoi essere inclusivo nella diversità. Lo sport insegna proprio questo, ad essere persone leali e rispettose del tuo compagno di squadra così come del tuo avversario". Andrea Lucchetta, pallavolista con 292 presenze nella Nazionale italiana, lancia il messaggio a 300 studenti delle scuole di Monza. E lo fa intervistando due atleti paralimpici, Oney Tapia e Oxana Corso e il campione Mirko Lamia dell’Arcobaleno Calcio, associazione adottata da Calcio Monza. È la terza tappa del tour nazionale organizzato da RG in collaborazione con Intesa Sanpaolo e patrocinato dal Comitato italiano paralimpico dedicato alle scuole superiori di Monza e circondario.

L’evento al teatro Villoresi è stato occasione per trasmettere ai più giovani il valore dell’inclusione e lo spirito di squadra. Oney Tapia, atleta paralimpico, ha perso la vista nel 2011. Nato nel 1976 a L’Avana, inizia a giocare a baseball. Nel 2003 si trasferisce in Italia a Sotto il Monte (Bergamo), dove vive ancora oggi. Inizia a giocare come lanciatore nell’Old Rags Lodi e nel Montorio Veronese. In Italia Oney lavora anche come giardiniere. Mentre stava abbattendo un albero di cinquanta metri è rimasto vittima di un tragico incidente che lo ha reso cieco. "La mia vita sembrava finita – racconta –, poi arrivò mia mamma, una donna di un metro e ottanta, direttamente da Cuba. Mi disse: ci sono persone che stanno peggio. Muoviti e prendi in mano la tua vita. Da lì ho ripreso il coraggio di vivere". Oney entra nella Nazionale di atletica leggera paralimpica e ottiene un tredicesimo posto ai Mondiali di Doha del 2015, la medaglia d’oro nel lancio del disco e un quinto posto nel getto del peso agli Europei di Grosseto del 2016 e, infine, la medaglia d’argento, sempre nel disco, ai Giochi paralimpici di Rio de Janeiro dello stesso anno. "Per vivere – ha detto ai ragazzi – ci vuole coraggio ed energia". Oxana Corso, medaglia d’argento alle Paralimpiadi del 2016, ha raccontato la sua storia, dalla nascita a San Pietroburgo all’adozione da una famiglia italiana fino alla scoperta di un problema cerebrale che le dava problemi al piede destro. Oxana fu operata tre volte in sette mesi, portò il tutore per anni. Ma non si è mai abbattuta: nel 2016 partecipa alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro (atletica leggera, Velocità) conquistando un 5º posto sui 100 metri e il 4° sui 200. E per le Paralimpiadi di Parigi si sta allenando per il getto del peso.