SONIA RONCONI
Cronaca

Ancora fiumi di fango. Il Tarò esonda a Meda. Seveso: "State a casa". Interrotta la ferrovia

L’onda di piena ha raggiunto i 3.61 metri, in via Rho acqua a un metro. Il geologo Gianni Del Pero, impegnato a spalare: "Disastro annunciato".

Ancora fiumi di fango. Il Tarò esonda a Meda. Seveso: "State a casa". Interrotta la ferrovia

Ancora fiumi di fango. Il Tarò esonda a Meda. Seveso: "State a casa". Interrotta la ferrovia

A Meda alle 6 di ieri mattina è esondato il Tarò, che con l’esondazione del Seveso ha mandato in tilt l’intera zona. Un guasto nei pressi di Seveso ha provocato l’interruzione della linea ferroviaria Milano-Asso e criticità gravi da bollino rosso sulla circolazione anche della tratta da Camnago, ritardi sulle tratte per Milano da Lecco e Bergamo per un guasto che ha ritardato la partenza dei primi treni della giornata accumulando ritardi sui successivi.

Esondazione annunciata a Meda. "Il punto più critico delle acque del Tarò ha segnato 3,61 metri come massima onda di piena che ha valicato il rione Svizzera, allagando la via Luigi Rho con l’acqua che è arrivata ad un metro", ha spiegato il geologo Gianni Del Pero, presidente4 del Wwf, residente nella zona e pure lui impegnato per ore a liberarsi dell’acqua per ore. Ben 3 metri e 50 (in via val Seriana) il punto critico, prima del condominio Belvedere, che nel 2014 aveva avuto oltre 200mila euro di danni.

Dopo le 6, circa 30 centimetri di acqua coprivano via Matteotti e largo Europa, in prossimità del cantiere di un parcheggio interrato, fermo proprio per rischio idrico. La Regione Lombardia ha vietato scavi: da via Saveriana a via Cadorna, piazza Municipio, sono tutte aree a rischio idraulico. In tutta la via Valseriana sino a piazza Cavour, chi ha locali interrati, parcheggi o cantine ha cominciato a spalare acqua e fango dalle 6 del mattino. "Diversi cittadini mi hanno chiesto, in queste ore, se ci fosse qualche responsabilità nell’alluvione che ha colpito per l’ennesima volta il Comune di Meda – ancora Del Pero –. Mi hanno chiesto chi dovrebbe intervenire sul Tarò e sulle vallette di Brughiera e cosa è possibile fare per risolvere o quantomeno contenere il problema. La competenza sul reticolo principale (il Tarò) è dell’Aipo ma il sindaco, quale responsabile della protezione civile comunale, può ordinare interventi o comunque chiedere che siano autorizzati e poi deve fare. Sul reticolo minore (le vallette di Brughiera), invece è il Comune che deve garantire la sicurezza idraulica e curare la manutenzione idraulico forestale. Dal 1997 esiste uno studio degli interventi necessari sui torrenti della Brughiera e proposte di interventi per porre rimedio agli errori commessi dal Genio Civile di Regione Lombardia nel 2002 sul Tarò. E invece il Comune nel 2015 ha buttato altri 250mila euro in interventi dannosi che hanno peggiorato la situazione in Val de Mez, ai ponti di via Val Seriana, via Luigi Rho e Cadorna".

Seveso ha chiuso al traffico a causa dell’acqua alta corso Isonzo, via Europa Unita e viale Redipuglia. Sin dalle 5.30 del mattino i mezzi della Polizia locale e della Protezione Civile sono scesi in campo per limitare i disagi. La sindaca Alessia Borroni ha diramato una allerta sin dalle prime ore del giorno, avvisando i cittadini di non lasciare le loro abitazioni se non per situazioni di stretta necessità. "Per favore, chi abita a Seveso, nel limite del possibile stia a casa", l’appello. Situazione invece sotto controllo nelle scuole. La situazione ha cominciato a tornare alla normalità dalle 10. Verso mezzogiorno tutte le strade chiuse in mattinata in via cautelativa per allagamenti, sono state riaperte, l’acqua è quasi completamente riassorbita e gli operai hanno lavorator alla pulitura da rami, fango e detriti vari.