Giulio Mola
Sport

‘Gianluca forever’. Al Palazzo del Coni di Milano l’omaggio a Vialli tra aneddoti e ricordi

Parenti, amici e vecchi compagni di squadra ricordano l’uomo e il campione a tre mesi dalla scomparsa

La serata dedicata alla memoria di Gianluca Vialli al Palazzo del Coni di Milano

La serata dedicata alla memoria di Gianluca Vialli al Palazzo del Coni di Milano

Milano – C'erano alcuni parenti strettissimi (come l'adorato nipote Riccardo), gli amici d'infanzia dell'oratorio (Matteo Bonetti e Angelo Ronca detto "Ambu"), un pezzo di storia della Cremonese (Montorfano, Garzilli, Finardi, Nicoletti, Viganò, Citterio e Rizzardi), vecchi compagni di squadra della Sampdoria e della Juventus (lo ‘zar’ Vierchowod, e poi Attilio Lombardo con Michele Padovano) o ex colleghi di nazionale (Demetrio Albertini) o icone del calcio italiano come Evaristo Beccalossi. Tutti insieme per quel Gianluca forever. Ben oltre il 90’, una serata speciale ospitata nel Palazzo del Coni di Milano.

Modo migliore non poteva esserci per ricordare Vialli a quasi tre mesi dalla morte dopo una durissima e dolorosa lotta contro il tumore al pancreas. Negli occhi di tutti i presenti la commozione, ma sui volti (anche dei numerosi giornalisti che hanno conosciuto "quel ragazzo dal cuore d'oro", come Claudio Arrigoni che lo volle come prezioso opinionista a Tele+ e Mino Taveri) anche tanti sorrisi per celebrare l'uomo, il campione o il semplice amico di una vita. A far gli onori di casa Marco Riva, presidente del Coni lombardo: "Gianluca era una persona straordinaria, la sua sensibilità unita al coraggio con cui ha affrontato gli anni della malattia, ci ha trasmesso tanto. Le doti di un vero leader, come pochi".

Dopo i saluti in toccanti videomessaggi del presidente del Coni Malagò, del presidente della Figc Gravina, del ct azzurro Mancini e dell'ex compagno di squadra Ravanelli, si è ripercorsa la carriera di Vialli, dai primi calci fra il cortile di via Toti a Cremona e l'oratorio di Cristo Re ("Perché si iniziava in un luogo e si finiva in un altro", ricorda Bonetti) al debutto in grigiorosso. "Tecnica, acrobazia e fiuto del gol. Questo era Gianluca - ricorda Mario Montorfano, 362 presenze in maglia grigiorossa e un aneddoto dietro l'altro -. Eravamo compagni di camera in ritiro a Berceto ma in campo ci ‘picchiammo’. Mister Mondonico ci cacciò e per due giorni non ci parlammo... Ma al di là di questo episodio, ho avuto il piacere e la fortuna di iniziare la carriera con quel settore giovanile, eravamo i più giovani con Drago. Dei grandi casinisti, spesso "aiutati" da Mondonico che ci aizzava. Ma quella squadra fece il miracolo, dalla C arrivammo in serie A negli anni 80".

Poi l'esperienza doriana ("Sono io il vostro centravanti, perché non mi passate la palla?", i cartelli che Vialli lasciava nello spogliatoio), piazza in cui Gianluca vinse lo scudetto: "Quando scendevamo in campo con lui ci sentivamo tutti più tranquilli - racconta Vierchowod - Il ricordo più bello è quello di un amico vero, con cui si discuteva e litigava, vero. Ma era un vero trascinatore, un perfezionista e voleva che tutti lo seguissero". "Una persona solare, lo conoscevo dal 1989 ed è sempre stato un leader - fa eco Lombardo -. La prima cosa che mi disse a Genova fu quasi un ordine: ‘Io sono un bomber e la palla va passata al bomber’. E' lì che nacque la Samp vincente, quella che poi avrebbe conquistato uno storico scudetto. Poi ci siamo ritrovati in nazionale col Mancio, ha lasciato in questi anni segnali importanti e non solo a livello calcistico. Amava la vita e ci ha lasciati con grande dignità e coraggio".

Chiude Demetrio Albertini, che debuttò in azzurro il 21 dicembre del 1991 con Vialli (e Baggio) davanti per poi ritrovarselo contro tante volte da avversario. "E chi se lo dimentica quel giorno, avevo solo 20 anni ma vi racconto qualcosa che in pochi sanno. Il ct Sacchi fissò il risveglio muscolare alle 7.45 nel corridoio dell'hotel. Dopo due esercizi mancava Gianluca, così il mister mi mandò a chiamarlo e sapete Vialli come si presentò? Con gli occhiali da sole (sorride, ndr), del resto l'ironia era una delle sue qualità migliori. Così Arrigo gli disse: "Dai, togli almeno gli occhiali" e Gianluca sorridendo rispose "Va bene mister, ma la prossima volta facciamo almeno alle 8.30. Questo era il nostro Vialli". Quello che nel giugno del 2021 accolse con un sorriso la Primavera grigiorossa arrivata in pullman da Cremona per un test con l'Italia: "Sarete stanchi, ma ora divertitevi. E sappiate che io sono uno di voi". Forever.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro