Bob Marley in concerto il 29 giugno 1980 a Milano, stadio San Siro
Bob Marley in concerto il 29 giugno 1980 a Milano, stadio San Siro

Milano, 13 gennaio 2017 - Centouno concerti dal 1980 alla scorsa estate, dall’esordio con Bob Marley del 27 giugno 1980 allo show di Beyoncé dello scorso 18 luglio. In pochi se ne sono accorti, ma la storia musicale dello stadio di San Siro ha superato la soglia dei 100 concerti. Un traguardo importante per un impianto nato per il calcio nell’ormai lontano 1926 ma che negli ultimi 36 anni si è trasformato anche in una Scala del rock e del pop. I numeri musicali del Meazza fanno una certa impressione: quasi cinque milioni di spettatori complessivi e 40 artisti ospitati, di cui 18 italiani e 22 stranieri. La progressione numerica di concerti dal 1980 ai giorni nostri salta all’occhio: 12 show negli anni Ottanta, 10 nei Novanta, 34 nei Duemila e ben 51 dal 2010 alla scorsa estate.

La musica a San Siro è diventato un rito collettivo per giovani e meno giovani nelle estati milanesi. E come ogni rito che si rispetti anche il Meazza ha i suoi profeti, anzi i suoi recordman. Il primatista di San Siro ha un nome e un cognome: Vasco Rossi. Sì, perché il rocker di Zocca detiene il record di esibizioni al Meazza, addirittura 23: dalla prima del 10 luglio 1990, con un «tutto esaurito» che fa ancora emozionare i fan del Blasco, all’ultima (per ora) del 18 giugno 2015. Non basta. Il Komandante è l’unico artista ad essere riuscito a calare un poker nello stadio milanese: quattro concerti consecutivi nel giugno 2011 e nel luglio 2014. Può bastare? Al secondo posto nel podio dei concerti a San Siro c’è Luciano Ligabue, che finora si è esibito sul prato della sua squadra del cuore, l’Inter, 11 volte. Una delle sue canzoni, «Urlando contro il cielo», è diventato persino uno dei cori più gettonati dei tifosi nerazzurri. Ligabue ha esordito al Meazza il 27 giugno 1997 e ci ha suonato l’ultima volta (per ora) il 7 giugno 2014 con tanto di polemica sull’Expo sul maxischermo. Al terzo posto, invece, che Bruce Springsteen. Il rapporto tra la rockstar americana e San Siro meriterebbe un articolo a parte. Il suo primo show, quello del 21 giugno 1985, 65mila spettatori tra prato e tribune, è entrato nella leggenda del rock. Il suo concerto del 25 giugno 2008, invece, ha sforato di 22 minuti rispetto alle scadenza fissata ed è costato un processo al promotor dell’evento, Claudio Trotta (Barley Arts), assolto dalle accuse di disturbo della quiete pubblica nel 2010. Podio a parte, non si possono dimenticare i concerti di Michael Jackson (18 giugno 1997), Rolling Stones (10 giugno 2003), Laura Pausini (la prima donna, era il 2 giugno 2007), U2 (7-8 giugno 2009 con mega-palco a forma di ragno posizionato al centro dello stadio).

Le polemiche e i concerti a San Siro sono un binomio quasi indissolubile. Fin dal primo spettacolo del 1980, quando i 100mila fan (record assoluto di spettatori per uno show al Meazza) accorsi per sentire e vedere Bob Marley devastarono il manto erboso, poco protetto dalla carica del popolo del reggae. Milan e Inter urlarono all’«omicidio del prato». Esagerati. Da allora le polemiche si sono moltiplicate. La più dura? Quella per il troppo rumore. Un Comitato di cittadini di San Siro ha combattuto la battaglia contro i decibel a suon di carte bollate, il Comune e i promoter hanno ribattuto colpo su colpo. L’ultima polemica? Il caso del «secondary ticketing» (leggi: bagarinaggio online) per i biglietti dei concerti dei Coldplay in programma il 3 e 4 luglio. Live Nation è finita nel mirino della Procura.

In attesa di sapere come andrà a finire questo ennesimo caso legato ai concerti al Meazza, non resta che ricordare le prossime esibizioni in programma la prossima estate: oltre alla doppia data dei Coldplay, saliranno sul palco di San Siro Davide Van De Sfroos (9 giugno), Tiziano Ferro (16 e 17 giugno) e Depeche Mode (27 giugno). E nel 2018? Milan e Inter, che gestiscono lo stadio di proprietà comunale, lo scorso agosto hanno minacciato di non far svolgere più i concerti, ma, dopo una levata di scudi di Comune e fan, hanno fatto un mezzo passo indietro. C’è da sperare che il dietrofront sia definitivo. Non si interrompe un’emozione. Non si può archiviare così una storia lunga 101 concerti, che saliranno a quota 107 dopo questa estate.