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Politica

Fontana tenta la scalata: tutta Trenord alla Regione. E Lucente chiama Atm

Il governatore: potremmo chiedere più del 51% delle quote e puntare all’intero capitale sociale Il Pd: la Giunta vuole nascondere la propria incapacità. Il M5S: restituiscano l’azienda alle Fs

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Milano – Che in Regione Lombardia si sia ritirato fuori dal cassetto il progetto di superare la governance duale di Trenord, è fatto che è stato riportato più volte su queste pagine nelle ultime settimane anche per via delle dichiarazioni rilasciate in occasioni diverse dal governatore Attilio Fontana. Come noto, oggi l’azienda ferroviaria regionale è partecipata al 50% dalla Regione, per il tramite di FNM Spa, e per il restante 50% dal Gruppo Ferrovie dello Stato per il tramite di Trenitalia. Ieri, però, il governatore ha fatto sapere che il progetto – già di per sé difficile – potrebbe rivelarsi anche più ambizioso di quanto emerso finora: la Regione potrebbe non limitarsi a chiedere quell’1% più uno che consentirebbe di detenere la maggioranza relativa delle quote, ma potrebbe puntare a rilevare l’intero pacchetto di Trenord.

"Stiamo discutendo – ha fatto sapere Fontana in replica alle domande dei cronisti –: forse non chiederemo il 50% più uno ma tutto il capitale sociale". E la richiesta avverrà entro la fine di questa legislatura, come anticipato, come anticipato. "Ora che si sono insediati i nuovi vertici (del Gruppo Ferrovie dello Stato ndr ) riprenderemo il dialogo". Il piano a più lunga gittata prevede, poi, un secondo tempo: una maggiore sinergia tra Trenord e Atm, l’azienda del trasporto pubblico di Milano. Su questo aspetto si è soffermato Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti: "Il controllo totale del trasporto pubblico locale su ferro da parte di Regione Lombardia ci permetterebbe di avere una gestione più diretta e snella, grazie a Trenord, del servizio, con evidenti benefici per i viaggiatori e per la Lombardia. Il progetto – aggiunge poi Lucente – dovrebbe comprendere, di pari passo, l’unione tra Trenord e Atm, in modo da creare un unico ed importante soggetto della mobilità lombarda, in grado di competere a livello internazionale. Occorre, in tal senso, un’analisi seria e scrupolosa di tutti i pro e i contro di un’operazione complessa da un punto di vista economico e tecnico. Ma ritengo che possa essere la soluzione migliore per un trasporto pubblico efficiente e moderno".

Intenti e scenari dei quali la Giunta regionale è tornata a parlare ieri anche in replica a quanto denunciato dal Pd lombardo lunedì: in sintesi, dal 2017 al 2023 tutti gli indicatori-spia della qualità servizio reso da Trenord sono peggiorati, a partire dalla puntualità dei treni, ed oltre alla qualità si è ridotta anche la quantità del servizio offerto, vale a dire i chilometri complessivamente coperti da Trenord. Nello stesso arco temporale, la retribuzione di Marco Piuri, direttore generale di FNM e amministratore delegato della stessa Trenord, è costantemente cresciuta fino agli attuali 663.508 euro annui. Su quest’ultimo punto ieri da FNM è arrivata una precisazione: dal 2024 l’intero compenso di Piuri sarà riferito alla carica detenuta nella stessa FNM, senza che percepisca nulla per il ruolo in Trenord, che, quindi, non ha esborsi sotto questa voce.

Prima però era arrivata la risposta di Fontana ai Dem: "Noi abbiamo sostenuto da sempre che la ragione principale dei ritardi, e ne abbiamo la prova, dipende dalla rete che non è nostra, ma appartiene a RFI. Adesso, negli ultimi tempi, questi ritardi si sono incrementati perché stanno iniziando gli interventi sulla rete. Allora è chiaro che se si fanno dei lavori a una linea ferrata, purtroppo si creino disagi che comportano ritardi. Ci sono linee che hanno ritardi incredibili proprio perché ci sono interruzioni dovute ai lavori. Credo che anche gli amici del Pd debbano rendersene conto. O non facciamo mai gli interventi e vivremo sempre in questa situazione di difficoltà o accettiamo che vengano fatti, come sta facendo RFI, con i relativi disagi, che dureranno finché i lavori non saranno conclusi. Ma qui si vuole solo far polemica".

Le opposizioni non ci stanno. "Regione Lombardia ha già il controllo pieno di Trenord dal 2018, quando sono cambiati i patti parasociali, e ha dimostrato di non essere in grado di gestire il trasporto ferroviario regionale – attacca Simone Negri, consigliere regionale del Pd –. Fontana cerca di nascondere le responsabilità sue e della sua Giunta, ma il tempo delle bugie è finito. I dati forniti dalla Regione e da Trenord dimostrano che durante il suo mandato, iniziato nel 2018, il servizio è peggiorato. E non è vero che la colpa è della rete di RFI: lo dicono i loro dati, i problemi della rete incidono solo per un terzo delle soppressioni e per circa il 40% sulla mancata puntualità, il resto è responsabilità di Trenord. A riprova, il servizio sulle reti di proprietà di FNM, quindi della Regione, ha performance anche peggiori di quello su linee RFI". Duro Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione: "La Giunta Fontana ha solo peggiorato la vita dei pendolari lombardi. Fontana non deve ottenere la piena governance di Trenord ma restituirla allle Ferrovie dello Stato per far lavorare chi è più capace".