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Politica

Autismo: i post social di Fontana e Lucchini fanno arrabbiare le famiglie. Cosa è accaduto

Dall’assessora alla Disabilità e dal governatore foto e dichiarazioni celebrative. Ma genitori e caregiver non dimenticano i tagli e la poca chiarezza sull’assistenza domiciliare

L'assessora regionale alla Disabilità Elena Lucchini

L'assessora regionale alla Disabilità Elena Lucchini

Milano, 3 aprile 2024 – C’è chi chiede all’assessora regionale se si tratti di un pesce d’aprile arrivato con 24 ore di ritardo, chi la invita a casa propria per un giorno intero, pranzo incluso, in modo che possa rendersi conto di quanto siano complicate le giornate di certe madri e di certe famiglie e chi, invece, la invita a rassegnare le dimissioni. L’assessora regionale in questione è Elena Lucchini, titolare della delega alla Disabilità.

E quelli appena menzionati sono solo alcuni dei commenti lasciati sotto l’ultimo post pubblicato (almeno fino a ieri sera) dall’assessora sulla propria pagina Facebook istituzionale. Commenti firmati da decine e decine di madri e padri di ragazzi e ragazze con disabilità, decine di caregiver famigliari nonché presidenti, vicepresidenti o rappresentanti delle associazioni della disabilità. Commenti dello stesso tenore sono stati pubblicati anche sulla pagina Facebook di Attilio Fontana, presidente della Regione, benché in numero contenuto. Perché tanta protesta?

Perché questa volta la ricorrenza del 2 aprile – giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo – è caduta male nel calendario di Palazzo Lombardia. Questa volta la fotografia di rito non è piaciuta. In particolare non è piaciuto vedere Fontana e Lucchini in primo piano sotto la scritta a tutto schermo: “Al lavoro per l’autismo“, una scritta che ieri ha accompagnato la presentazione del “Festival In&Aut“, dedicato all’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico, che si terrà il 17 e il 18 maggio in piazza Città di Lombardia.

Pubblicata sui social, la foto è stata condita dalle dichiarazioni dell’assessora e del governatore, di quelle che scandiscono sempre questo tipo di presentazioni. Peccato che proprio la Giunta regionale tra il 28 dicembre e il 28 febbraio, con due diverse delibere, abbia tagliato alcuni dei contributi riservati alle famiglie delle persone con gravissima disabilità, abbia pubblicamente prospettato alle stesse famiglie lunghe liste d’attesa per le nuove domande di contributi utili sempre alla gravissima disabilità, non abbia di fatto reperito i 10 milioni di euro che servirebbero per evitare le decurtazioni e, infine, non stia comunicando quali misure stia mettendo in atto per potenziare, in cambio dei tagli, l’assistenza domiciliare diretta, punto dolentissimo per i minori con disabilità.

Da qui la rivolta via social di madri, padri, caregiver famigliari e rappresentanti delle associazioni della disabilità, molte delle quali sono scese in piazza il 23 marzo scorso. "Vergogna", scrivono alcuni. "L’ennesima pagina di ipocrisia" scrivono altri. Netta e laconica un’altra madre: "La dimostrazione, semmai ancora servisse, che di autismo e della gravità della condizione non avete capito nulla".