Cartellone pubblicitario del rapper Baby Gang con scritto Deliquente
Cartellone pubblicitario del rapper Baby Gang con scritto Deliquente

La diatriba storico-politica su fascismo e antifascismo irrompe ancora una volta nella campagna elettorale per le Comunali del 3 e 4 ottobre. Stavolta, a dar fuoco alle polveri, è il consigliere comunale e candidato della Lega Max Bastoni che non solo rivendica il sostegno alla sua candidatura da parte del movimento di estrema destra Lealtà e Azione, con cui condivide la sede elettorale, ma aggiunge che "il mondo che io conosco" legato al neofascismo "appoggerà Luca Bernardo", candidato sindaco di centrodestra.

Il sindaco Giuseppe Sala commenta le dichiarazioni rilasciate da Bastoni al Corriere della Sera per rilanciare la palla nel campo dell’avversario nella corsa verso Palazzo Marino: "Bastoni lo conosciamo, sappiamo che tipo di atteggiamento e di attenzioni politiche ha. Ma io vorrei sapere come la pensa il dottor Bernardo. Perché prima dice che non distingue tra fascisti e antifascisti. Se poi accetta che un importante esponente della sua coalizione, già consigliere (Bastoni, ndr ) solleciti i voti dei fascisti, sarebbe meglio saperlo. Fare il sindaco di Milano vuol dire essere profondamente antifascisti. Siamo una città Medaglia d’oro della Resistenza. Quindi sarebbe utile che con coraggio Bernardo smentisca questo atteggiamento profondamente sbagliato".

La risposta di Bernardo arriva nel tardo pomeriggio, durante un appuntamento alla Cascina Nascosta all’interno del Parco Sempione: "Io mi sto occupando di Milano e dei suoi problemi. Ho già detto che sono antifascista. Lo dice la storia della mia famiglia da più di 70 anni e la mia storia personale di medico del sociale. Qualcuno purtroppo non ha programmi e si attacca ad altro. Io invece penso ai cittadini e ai veri problemi da risolvere a Milano". Molto dura la replica di Bastoni a Sala: "Divertente! Chi ora mi accusa e chiede spiegazioni al nostro candidato sindaco, Luca Bernardo, è proprio chi rivendica l’incontro con il rapper Rondo da Sosa, destinatario di un Daspo urbano per violenza. Ai milanesi interessa di più un antifascismo fuori tempo massimo o un sindaco che incontra un personaggio con numerosi precedenti penali?". Non solo. Il consigliere della Lega, sempre in tema di rapper daspati, aggiunge: "Mi attendo che il sindaco Sala faccia rimuovere la maxi affissione del rapper BabyGang in piazzale Loreto in cui viene promosso il suo primo e spero ultimo album intitolato “Delinquente’’". Dal Comune fanno sapere che il palazzo che ospita la pubblicità è privato e che non ci sono gli estremi per far rimuovere il poster.

Le parole di Bastoni, intanto, provocano altre reazioni politiche. La segretaria metropolitana del Pd Silvia Roggiani dice: "L’antifascismo è il valore cardine su cui si fonda la nostra Repubblica. E se per Bastoni essere definito fascista non è un’offesa, per noi tutti è una sconfitta enorme". Il candidato sindaco dei Socialisti Giorgio Goggi afferma: "Le dichiarazioni pubbliche di Bastoni sulla sua collaborazione con uno dei peggiori gruppi del neonazismo italiano non possono passare sotto silenzio". L’intellettuale Stefano Zecchi, che sostiene Bernardo, liquida così la polemica: "Una buona amministrazione invece di porre problemi idioti su chi prende i voti di questi o di quelli, dovrebbe ascoltare la gente".