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Milan, Mihajlovic striglia gli attaccanti e scherza: "Serve un esorcista"

Sulle voci che lo accostano alla Lazio spiega: "Penso solo al Milan, ho un contratto ancora per un anno"

Sinisa Mihajlovic

Milano, 19 marzo 2016 - «Nelle ultime due partite siamo mancati in attacco. Ho l'impressione che per fare gol dobbiamo spingere in 10 la palla nella porta - ha notato Sinisa Mihajlovic alla vigilia della partita del Milan contro la Lazio -. Poche squadre hanno attaccanti come i nostri, e devono fare la differenza. L'ho detto anche a loro. Non cerco un colpevole ma cerco di motivarli e renderli più responsabili. Non è possibile che in due partite i quattro attaccanti non facciano un tiro in porta. Hanno 10 partite per onorare la maglia, il loro nome e la loro storia»

Il tecnico serbo ha strigliato gli attaccanti, poi ha scherzato: «Non so se serve un motivatore, uno psicologo, uno psichiatra, o un esorcista, me lo chiedo da mesi. Penso di aver trovato una soluzione e poi...». Sottolinea inoltre l'opportunità dei richiami di Abate e Abbiati alla squadra: «Hanno fatto benissimo, loro sono qui da più tempo e quindi sanno come funzionano le cose. Mi ha fatto piacere sentire certe cose, a volte va bene dire certe cose anche fuori dallo spogliatoio». «Qua in Italia si parla di atteggiamento. Deve essere normale che un calciatore in campo dia il massimo. Può giocare bene o male ma non può sbagliare atteggiamento - ha sottolineato l'allenatore rossonero -. È una questione di mentalità, ogni Paese ha la sua. In Inghilterra, quando fanno torello vanno a 200 all'ora e devi fermarli perché si fanno male. In Italia si mettono a prendere in giro i compagni che stanno fuori per farli entrare: è una piccola cosa ma fa capire molto»

«Non bisogna più regalare tempi agli avversari, è successo troppe volte, anche con squadre inferiori, e se succederà ancora, i giocatori sanno che cosa li aspetta». Sinisa Mihajlovic è «molto arrabbiato» per questa tendenza del suo Milan e ha spiegato di averlo detto chiaro in spogliatoio alla vigilia della sfida contro la Lazio. «Lavoriamo da un anno per correggere questi difetti. Se continuiamo così sono state sbagliate della valutazioni e bisogna intervenire l'anno prossimo - ha aggiunto il serbo -. Siamo in tempo per farla diventare molto positiva. Molto dipende dalle ultime nove partite di campionato e la finale di coppa Italia». Obiettivo ripetere una rimonta simile a quella con cui il Milan nel 2014 ha agguantato il terzo posto. «Il Milan di tre anni fa non era più forte di questo, ma ha mantenuto la concentrazione per tutto il girone di ritorno. Quest'anno no», ha sottolineato Riccardo Montolivo, interrotto da una battuta di Mihajlovic: «Forse era più bravo l'allenatore». «No, non conta l'allenatore - ha puntualizzato il centrocampista -. Era diversa la predisposizione mentale dei giocatori. È inaccettabile che ci sia stato rilassamento. Se si vuol giocare nel Milan 8-9 risultati utili consecutivi devono essere la normalità».

La sfida di San Siro vede in campo i biancocelesti, squadra che secondo i rumor Miha potrebbe allenare l'anno prossimo in caso di divorzio dal Milan. «Ne parlano i giornalisti, io sono l'allenatore del Milan. Sono contento di stare qua, ho il contratto per un altro anno. Penso solo al Milan. Non ho mai pensato ad altro, nel bene e nel male - ha assicurato il serbo alla vigilia della sfida contro la squadra in cui ha giocato per sei stagioni -. Quando sto in una società, do tutto me stesso. Quando una squadra va in difficoltà si parla subito di cambi in panchina. Penso a quanti allenatori hanno accostato al Milan negli ultimi 4-5 mesi...».