SIMONA BALLATORE
Economia

Università Statale: per le scienziate neomamme un bando per aiutarle a tornare sul campo

Obiettivo del progetto, annunciato dalla prorettrice della Statale di Milano, con delega alla ricerca, Maria Pia Abbracchio, non perdere talentuose ricercatrici in un momento delicato come la maternità

Un bando per le donne ricercatrici

Un bando per le donne ricercatrici

Milano – “Un bando esclusivamente diretto alle giovani mamme scienziate (assegniste o ricercatrici meritevoli non ancora strutturate), affinché, a fronte della presentazione di un progetto di ricerca, possano rientrare dalla maternità e accedere a uno stipendio di due anni e a un finanziamento per le loro ricerche, consolidando le loro idee progettuali e preparandosi meglio alla carriera futura”. Lo annuncia la prorettrice della Statale di Milano, con delega alla ricerca, Maria Pia Abbracchio.

È il primo bando simile per l’ateneo, volto a "incoraggiare giovani ricercatrici, non ancora arruolate a tempo indeterminato, motivate a continuare la ricerca in accademia, rimuovendo i possibili ostacoli legati alla maternità che potrebbero impedire la prosecuzione della loro carriera scientifica”. Si chiama Re-Starting Grant 2023, rientra nella policy d’ateneo e parte dalla fotografia della situazione: c’è ancora chi è costretta a scegliere tra famiglia e carriera. Ed è insostenibile.

A confermare l’ostacolo sono studi stessi della Statale e di altre comunità accademiche: "Il rientro dalla maternità è un momento particolarmente critico nella carriera delle giovani scienziate e lo scarso sostegno in questa fase così delicata può portare ad abbandoni e a perdita di talenti femminili”, sottolinea Abbracchio. Si è così pensato a una prima azione-pilota. Le proposte di ricerca, della durata di 24 mesi, dovranno essere presentate entro il 27 marzo e avere come Principal Investigator una ricercatrice donna diventata mamma da non più di 12 mesi dalla pubblicazione del bando.

“Nessuno ormai mette più in dubbio che le ragazze abbiano le stesse capacità intellettuali e motivazionali per diventare ottime ricercatrici anche nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) - ricorda la prorettrice -. Promuovere l’accesso dei giovani talenti femminili alle carriere scientifiche e rimuovere gli ostacoli che possono trovare sul loro percorso è quindi un dovere civile e morale”.