
Le camminate sonore partono da piazza Olivetti ogni sera alle 19, dal 2 al 6 settembre
Milano, 30 agosto 2025 – Immaginate. Una piazza urbana che si riempie di arte e di vita e di pensieri. Mentre i cittadini (gli spettatori) l’attraversano guidati da una voce nelle cuffie. Riscoprendo sé stessi e la città.
Oppure di avere l’occasione di iscriversi a quel laboratorio di teatro che rimandate da troppo tempo, con pretesti sempre più fragili. O di uscire a fare due passi e di imbattervi in un monologo che intreccia politica e poesia. Lasciandovi addosso un bastimento carico di interrogativi. È un po’ questo lo spirito di “Imagine“, il festival delle connessioni umane del Carcano che prende vita intorno a piazza Adriano Olivetti. Zona Vigentino, due passi da Fondazione Prada per intenderci. Da queste parti arriverà il Villaggio Olimpico. Ma per ora c’è tempo.
Un progetto vincitore del bando “Milano è viva nei quartieri” del Comune. E che dal 2 al 6 settembre torna per la terza edizione, con un calendario gratuito di spettacoli, camminate, incontri, laboratori e dj-set, sotto la direzione artistica di Serena Sinigaglia. Dettaglio non secondario: l’aperitivo in musica con bevuta e tagliere a prezzo fisso 10 euro proposto da Pappare’ - Food for Mood. Insomma: non ci sono scuse. Fosse solo per lo spirito comunitario che caratterizza Imagine, in profondo dialogo con le realtà del territorio. E che quest’anno si concentra sul tema della “speranza”.
“Ci ispiriamo alle riflessioni del filosofo Byung-Chul Han – spiega la direzione – e al suo recente volume ‘Contro la società dell’angoscia, la rivoluzione della speranza’. In un contesto segnato da cambiamenti climatici, conflitti, impoverimento globale e incertezze sul futuro, il festival si propone come spazio di riflessione e azione collettiva, in cui la speranza diventa motore di cambiamento e riscatto sociale”.
Si inizia matedì 2 settembre con Lella Costa, codirettrice del Carcano con Sinigaglia e Mariangela Pitturru. A lei la lettura di “Patria oh Patria” della poetessa Patrizia Cavalli, un viaggio nel senso di appartenenza e nella memoria condivisa, distante da bandiere e istituzioni. La sera dopo Matthias Martelli in “Il suono delle pagine“, mosaico giullaresco di frammenti letterari, accompagnato dal jazz di Mattia Basilico e Matteo Castellan. Più teorica la proposta del 4 settembre, con Maura Gancitano e Andrea Colamedici (Tlon) a condurre un dialogo sulla “Speranza come atto filosofico e politico“, seguiti venerdì da Rita Pelusio e Lello Cassinotti ne “L’inutile“, favola moderna che affronta bullismo e solitudine. Sabato si chiude con “Down (le sue paure)“, performance di teatro-danza del Collettivo Clochart APS. Mentre in serata piazza Olivetti si trasforma in una grande balera a cielo aperto. E poi ancora laboratori, una caccia al tesoro il 6 mattina, le camminate sonore di Inluogo EtS, tutti i giorni alle 19.