ANDREA SPINELLI
Cultura e Spettacoli

Giovanni Truppi a Milano, il rock degli esseri finiti: “Eravamo io, Buccelli e i fratelli Eno”

Il cantautore torna a Milano per un concerto al Castello Sforzesco. “Sanremo? Ci tornerei: se hai superato l’ansia del palco dell’Ariston puoi fare tutto”

Giovanni Truppi ha 42 anni ed è nato a Napoli

Giovanni Truppi ha 42 anni ed è nato a Napoli

L’ultimo album l’ha presentato con una serie di concerti con il batterista (e co-produttore del disco) Marco Buccelli, affiancato da una compagnia teatrale di figura che si esprime in una varietà di registri, dai burattini al teatro d’ombre. Ma mercoledì prossimo Giovanni Truppi torna a Milano per darsi in pasto agli appetiti del Castello Sforzesco con la formula del quartetto: "Classica formazione rock con tastiere, ma in una formula diversa, senza la performance visuale".

Giovanni, perché ha scelto d’intitolare il disco “Infinite possibilità per esseri finiti”?

"Siamo esseri finiti, oltre a quello della morte abbiamo tantissimi limiti".

Differenze rispetto al passato?

"Nei miei precedenti album ho sondato in lungo e in largo la forma canzone ed è certamente quello lo strumento attraverso cui mi esprimo. In “Infinite possibilità per esseri finiti“ sentivo che il rapporto tra parola e musica doveva essere più destrutturato, più libero".

Per la sua carriera, Sanremo è stato un incidente o una tappa?

"Quella del Festival è stata un’esperienza che rifarei, perché mi ha fatto crescere. Adesso, quando sento l’ansia di andare in scena, ripenso al palcoscenico dell’Ariston e mi dico che se l’ho fatto lì posso farlo ovunque".

Perché?

"È una situazione in cui ti trovi a gestire tantissime cose in un arco di tempo molto breve. Occorre molto sangue freddo, qualcosa che non avevo mai fatto".

“Camminando un sabato sera per via Indipendenza ascoltando la nuova canzone dei fratelli Eno” è il titolo (un po’ alla Lina Wertmüller) scelto per uno dei brani più significativi del disco.

"La musica di quel brano è effettivamente firmata dai fratelli Eno, Brian e Roger. Nasce dall’idea di raccontare un flusso di coscienza che nasce ascoltando una canzone durante una passeggiata. La voce non è mia, ma di Marco Buccelli che l’ha registrata nel suo studio a New York. Il trattamento che new abbiamo fatto comporta un effetto straniante, dando peso ai pensieri più che alla persona".

Se avesse potuto andare al Festival di Sanremo pure quest’anno, quale brano avrebbe portato?

"Probabilmente “Amandosi come i cani“, una delle canzoni che preferisco”.