Il drammaturgo, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, 55 anni
Il drammaturgo, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, 55 anni

Milano, 23 marzo 2020 - Una parola al giorno per trenta giorni, un mese di riflessioni e pensieri che andranno a costruire una "letteratura del ricordo". È l’invito che Massimiliano Finazzer Flory, regista e attore teatrale, lancia ai lettori in collaborazione con Il Giorno. Il drammaturgo propone una parola di stretta attualità legata al Covid-19, invitando i lettori a scrivere un breve pensiero (600-700 battute) in merito. Le riflessioni, da inviare all’indirizzo mail redazione.internet@ilgiorno.net, saranno pubblicate online e contribuiranno a costruire una memoria collettiva di com’erano la Lombardia e l’Italia ai tempi del coronavirus, accanto ai contributi che di giorno in giorno manderanno alcuni personaggi della cultura e dello spettacolo.

La parola odierna è VOCI. Fino ad ora hanno scritto per noi: Giorgio Armani, Andrea Bocelli, Salvatore Veca, Ornella Vanoni, Dan Peterson, Antonella Boralevi, Laura Valente, Maria Rita Parsi, Gianni Canova, Gianni Quillico, Silvia Pascale, Stefano Bruno Galli, Edoardo Zanon, Fabio Scotto, Gilda Bojardi, Ico Migliore, Marconcini Alberto, Rosario Pavia, Giovanni Gastel, Giulia Carli, Pino Farinotti, Stefano Boldorini, Alberto Mattioli, Alberto Uva, Alessandra Miorin, Roberto Cacciapaglia, Sabrina Sigon, Angelo Argento, Anna Maria Cisint, Ilaria Guidantoni, Ivano Giulio Parasacco, Lavinia Colonna Preti, Letizia Moratti, Massimo G. Cerutti, Paolo Del Brocco, Pierluigi Biondi, Jacopo Rampini, Roberto Zecchino, Carlo Robiglio, Salvatore Carrubba, Corrado Sforza Fogliani, Giulio Giorello, Lorenzo Maggi, Alessandro Daniele, Alberto Mingardi, Monica Stefinlongo, Cesare Balbo, Elena D'Incerti, Alessandra Miorin, Giuseppe Mojana, Spartaco Rizzo, Edoardo Boncinelli, Giulia Malaspina, Marco Nereo Rotelli, Michela Lucenti, Giorgio Piccaia, Silvano Petrosino, Alessandra Marzari, Ariane, Deborah Cocco, Filippo Del Corno, Michele, Alessandro Pancotti, Maria Giulia Comolli, Franco Masanti, Alessandro Gabrielli, Girolamo Sirchia, Santo Rullo, Sabrina Sigon, Alessandro Daniele, Dori Ghezzi, Katia da Ros, Antonio Francesco Pollice, Maria Pia Ciaccio, Red Canzian, Cristina Veronese, Barbara Dei Rossi, Paolo Coppo, Carolina Labadini Mosti, Spartaco Rizzo, Roberta Usardi, Claudio Formisano, Roberto Rinaldi, Alberto Marconcini, Ilaria Massi, Giuseppe, studente di filosofia all'università Vita-Salute San Raffaele, Cristina Settanni, Cristina Salvador, Carmen, Alex Salmini, Eugenio Astorino Tutoli, Sofia Aloi, Lory, Cristina Barletta, Rosanna Calò, Graziano Camanzi, Raffaella, Miriam Merlo, Clara Canna, Riccardo.

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"Voci". In principio era la voce. La voce che canta. Che c’è voce che annuncia. Che implora. O sussurra. Che ingiunge e comanda. Esorta la voce. O piange e seduce. Voce che lusinga e raggela. Voce che prega. La voce che narra. Voce di nenie e di fiabe e di canti e di lunghi poemi. Che la voce è lingua ed è corpo. La voce è incarnazione. Incarnazione in laringe e corde e glottide. Architettura umida di cartilagini e muscoli, che è carne, impasta l’anima e genera la mente. Perché si deve dire proprio così: in principio era la voce. La phoné. In un giorno fra i tanti, ai tempi del Coronavirus, ripensavo a questa riflessione sul mondo delle voci in cui mi ero imbattuto tempo fa. E ricordo che l’effetto fu stridente. La riflessione sulla Babele delle voci prendeva le mosse dal linguaggio vivente, dalle nostre
parole, dalle nostre transazioni linguistiche e non linguistiche, dalla loro affascinante incompletezza, dalla loro voglia di verità. Ma la Babele delle voci che affollavano la mia casa e che abitavano i silenzi delle piazze delle nostre città assorte era un guazzabuglio di messaggi ambigui e ossessivi. Come se la funzione
delle voci fosse ormai solo quella di costruire una compagnia fittizia, fra falsità, insinuazioni e banalità pompose che ci proteggesse dal silenzio e, paradossalmente, dal colloquio di noi con noi. Così le mille voci fittizie, metalliche e ripetute si allontanavano via via dalla voce di verità e dalle voci sorelle di crudeltà e tenerezza.

Salvatore Veca, filosofo

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"Voci". L’uomo ha la voce, là dove gli animali emettono suoni, identità e connessione tra la mente, il cuore e il corpo, ne esprime l’odore musicale. Ci dice che le voci oltre strumenti funzionali hanno un valore assoluto. Pensiamo all’ascolto del canto in una lingua che non conosciamo dove il linguaggio universale della musica si intreccia con la lingua di un popolo e l’unicità del suono. Le voci sono tante quante le persone e se troppo spesso sono voci di corridoio, effimere, vocìo di un chiacchiericcio futile, rimandano a qualcosa di più profondo, svelando magari la nostra pochezza e fragilità. Oggi sono mediate, digitali, restituite in differita: si può prestare loro maggiore attenzione e sentire così la propria come in uno specchio deformante. Il traduttore sa che senza poter ascoltare dal vivo la voce dell’autore qualcosa sarà per sempre nascosto nelle parole come un enigma.

Ilaria Guidantoni, Scrittrice e giornalista del Mediterraneo

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Durante la guerra erano le voci dei mei genitori che mi facevano sentire protetta
Non c’è più nessuno che mi può proteggere oggi.
Se non la mia volontà di vivere, la mia volontà di amare non solo i miei cari che
sento, dei quali sento soltanto la voce
sento anche le voci dei miei amici che non hanno più niente da mangiare, grandi
scrittori alla fame
troppa gente, troppe voci disperate
sono quelle che sento nel cuore senza bisogno di sentirle
quella è la mia voce
la voce dell’amore per tutti quanti in questo momento.








Ornella Vanoni, cantante

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Anche i Metalli hanno una voce. Ce ne sono alcuni che hanno la voce del bene e lottano contro le
voci del male.
Forse è proprio la Voce di Roberto che rende queste lastre vive, pagine di un diario di vita per
l'arte. Voce come vibrazioni sonore, come armonia, presenza, memoria a venire...
Voce: amicizia, ricordi belli: un amico che non sentivo da tempo.
Voce: di un giorno di primavera: rinascita, vita.
Voce: immagini del nostro pensiero, immagini di ciò che siamo.
Voce: nome, essere.
Voce: natura: il vento e la sua furia la brezza e la sua dolcezza; l'acqua, lo sciabordio e il tonfo delle
onde.
Voce: canto, suono, musica.
Voce: creazione, e Dio.
Voce: preghiera.
Voce: di un arrivederci all’Italia che verrà il cui metallo che ci difende si chiama poesia.












Maria Pia Ciaccio, in ricordo di Roberto

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“Ogni uomo ha un suo esclusivo canto” … così dice una mia
canzone… ed è così anche per mammiferi, uccelli, per il vento,
il tuono, la montagna e il mare… ognuno ha il suo esclusivo
canto, ognuno ha la sua voce. La voce, suono di ogni offesa e
di ogni preghiera, inconfondibile più di un’impronta digitale… la
voce che, con aiuto delle parole, può raccontare i pensieri del
cuore, ma, se elevata dall’armonia di un canto, sa descrivere le
più delicate sfumature dell’anima.
La voce, che uso da sempre… e non solo per mestiere, ma per
sentirmi vivo, per avere un contatto diretto con la gente… quella
stessa gente che, con altra voce, talvolta urlata ma felice, mi
ringrazia per un’emozione ricevuta, per un sogno cantato nel
quale si sono riconosciuti… e così si chiude il cerchio…voce
produce voce… in un infinito inno alla vita.
… ora mi manca quel vociare di bimbi nei cortili e di gente nei
mercati…














Red Canzian, compositore, cantante

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iamo abituati a sentire tante voci, spesso rumorose, sprecate e odiose. Avevamo scordato la voce del silenzio. “Il silenzio ha una forza di comunione, cioè non porta all'isolamento, ma mette in comunione con tutte le creature e in particolare con tutte le persone che pensano, sperano e amano” diceva Padre Carlo Maria Martini. IL silenzio è azione nella contemplazione. Riemergono voci lontane, la nostra vita diviene più nitida. Recuperiamo consapevolezza che ciò che conta non è solo ciò che può essere contato. Che l'inesplorati di terre che non conoscevamo, non fuori ma dentro di noi. E lo spirito pioniere che è in noi è richiamato all'avventura di ciò che siamo, e o che potremmo essere.

Alberto Mattioli

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Voci, non suoni, voci come esseri, esseri non umani. L’umanità che chiede aiuto, aiuto per situazioni impreviste o previste e ignorate. Nessuna storia irrisolta o irrisolvibile. L’altro mondo di voci confuse e con clamore si muove e altre contagiano velocemente con direzioni ramificate, donne e uomini coraggiosi gridano silenziosi e velocemente si muovono nella speranza. Schiacciate da voci di dati ma la forza degli uomini giusti vince con la bellezza della sapienza, e il mondo continua, La Natura che ama nascondersi si manifesta matematicamente, la sequenza di Fibonacci è qui.

Giorgio Piccaia, artista

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Parlare...un po’.
Vorrei
vorrei poterti parlare un po’,
al di fuori di questo “cemento”
palizzate alle nostre membra,
scudi ai nostri cuori.
Dove la tua Voce
di logorante attesa
che non torna al mio sentire?
Dove il delicato suono
afflato d’armonia
al tuo dialogo
di cui cenno alcuno?
Forse ...
Voce d’anima che non arde
ma nei fuochi danteschi
ne vive la fierezza
delle proprie ceneri.
Vorrei poterti parlare ...
...un po’;
parlare alla tua Voce ...
smarrita.
Sperare?!

Alessandra Miorin​























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