"Volevamo libertà, lavoro e pace". Addio al partigiano “Magher“

A San Giuliano Milanese è morto a 99 anni Domenico Pelosi, uno degli ultimi membri della Resistenza. Operaio nell’acciaieria Vanzetti, dopo gli scioperi del ’43 lasciò la fabbrica per la Brigata Garibaldi.

"Volevamo libertà, lavoro e pace". Addio al partigiano “Magher“
"Volevamo libertà, lavoro e pace". Addio al partigiano “Magher“

L’ultimo partigiano. Si è spento nella notte tra sabato e domenica, all’età di 99 anni, il sangiulianese Domenico Pelosi, che in gioventù aveva partecipato alla Resistenza e anche in seguito aveva sempre cercato di seguire e tramandare i valori della libertà e dell’antifascismo. Nato a Siziano il primo settembre 1924, lavorava come operaio tornitore nell’acciaieria milanese Vanzetti. In seguito agli scioperi del 1943 lasciò la fabbrica e si unì al distaccamento Attilio Folli della 172esima Brigata Garibaldi.

Con il nome di battaglia “Magher“ contribuì alla lotta partigiana, anche attraverso azioni di sabotaggio e volantinaggio. Catturato durante un rastrellamento, venne incarcerato a Villasanta e rischiò la deportazione in Germania. Ma nonostante questo, continuò sino alla fine il suo impegno per la liberazione e la democrazia. "Abbiamo fatto tutto questo per la libertà, il lavoro e la pace", aveva detto in più occasioni, ricordando i suoi anni da militante. Finita la guerra, Pelosi riprese il lavoro alla Vanzetti e nel 1951 sposò Amelia Sibra, che a sua volta aveva fatto parte del Comitato locale per la liberazione. La loro unione è stata coronata dalla nascita di Maria Luisa. Anche dopo la fine del conflitto, l’ex partigiano è sempre stato attivo e presente sul territorio, dove si è impegnato sia nella sezione locale dell’Anpi che negli organismi sindacali. "Dedico questo premio a mia moglie", aveva detto nel 2021, quando il Comune di San Giuliano lo aveva insignito della benemerenza civica "per l’impegno profuso nella difesa e nella diffusione della cultura della libertà". La moglie è morta un anno fa.

"Figura modesta e schiva – così lo ricordano dalla sezione locale dell’Anpi, con la presidente Paola Pedrazzi –, Domenico non ha mai voluto apparire, ma è stato e rimarrà un bellissimo esempio, politico, democratico e umano, che incarna i valori dell’antifascismo, della Resistenza, della solidarietà e della giustizia sociale. Valori che sono alla base della nostra Costituzione". Gino Marchitelli, membro del direttivo locale dell’Anpi, lo ricorda come una persona "elegante ed educata. Nonostante avesse vissuto sulla propria pelle le brutture della guerra, aveva conservato umiltà e dolcezza". Una sua testimonianza si può trovare sul sito “Noi partigiani - Memoriale della Resistenza italiana“. Malgrado l’età avanzata, la notizia della scomparsa di Pelosi ha gettato un velo di tristezza su San Giuliano, dove non si escludono iniziative di commemorazione, anche per contribuire a tramandare alle nuove generazioni i valori nei quali il novantanovenne credeva, tanto da non esitare a mettere a rischio la propria vita. I funerali si svolgeranno mercoledì alle 15 nella chiesa di San Giuliano Martire.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro