Liceo Virgilio occupato, il collettivo stila le regole: “Chi rompe paga”. Ma il preside dorme a scuola

Milano, non solo rivendicazioni: gli studenti fissano i criteri dell’occupazione, una sorta di decalogo per evitare il ripetersi di quanto accaduto al Severi con 70mila euro di danni. Valditara: “Il mio intervento evidentemente è servito”

Il liceo Virgilio occupato e le regole stilate dal collettivo

Il liceo Virgilio occupato e le regole stilate dal collettivo

"Occupiamoci della scuola. Da questo momento sarà la nostra casa, ce ne prenderemo cura". La stagione delle occupazioni in città riparte con questa promessa dal liceo più grande di Milano, il Virgilio di piazza Ascoli. E per voltare pagina, dopo i danni all'istituto Severi Correnti e il giro di vite contro chi occupa annunciato dal ministro Giuseppe Valditara, già all’alba insieme al fitto elenco di rivendicazioni gli occupanti stilano le “regole”: al mattino assemblee (“senza disperdersi nella scuola”), “no esterni”, rispettare gli orari (hanno creato due turni più pranzo e cena) e “non fare né danni né scritte: chi rompe paga”. A buon intenditor poche parole.

Il confronto con la Digos e l’accordo

Il blitz è cominciato alle cinque e mezza del mattino, il preside Roberto Garroni però, avendo qualche presentimento, aveva deciso di dormire all’interno già nella notte a cavallo tra domenica e lunedì. L’occupazione è stata subito segnalata alla Digos – sul posto con quattro volanti –  e dopo un confronto si è trovato un accordo, come succedeva durante le occupazioni contro la Dad, nel 2021: due giorni e due notti di attività autogestite, vengono raccolti i nomi di chi resta oltre l’orario.

Il preside Garroni: “Dormirò a scuola”

"Abbiamo un servizio d’ordine ma per prima cosa abbiamo sensibilizzato tutti i nostri compagni – spiegano gli studenti del Virgilio -: non facciamo entrare gli esterni e saremo attentissimi. Vogliamo il bene della nostra scuola”. E il preside, per sicurezza, non abbandonerà il liceo neppure questa notte: “Dormirò qui”, conferma Garroni. Come aveva fatto una decina di giorni fa anche la collega del liceo artistico Boccioni, Stefania Giacalone, (in quel caso l'occupazione non andò proprio in porto), e come fece nel 2021 il preside del liceo classico Parini.

Il ministro Valditara: “Il mio intervento è servito”

"Accolgo con soddisfazione il fatto che gli studenti del collettivo del Virgilio di Milano si siano dati delle regole per la loro occupazione – ha commentato il ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara – partendo dal presupposto che la scuola è patrimonio innanzitutto degli stessi studenti, che deve essere rispettata e tutelata contro i vandali, riaffermando il principio che 'chi rompe paga’. Parlare chiaro con i ragazzi è giusto, il mio duro intervento dopo la devastazione al liceo Severi di Milano è evidentemente servito. Spiace – ha concluso il ministro –  che alcuni adulti invece abbiano confuso il diritto di protestare con quello di devastare. Due cose molto diverse per ogni persona di buon senso".

La risposta degli studenti al ministro

"Sembra che il ministro Valditara voglia prenderci un po’ in giro – il commento a caldo di Alessandro Di Micieli dell’Uds Lombardia –: non entra nel merito delle questioni politiche contenute nelle nostre rivendicazioni e continua a fare dei distinguo tra Severi-Correnti e Virgilio, intestandosi il merito di un’organizzazione che c’è sempre stata in tutte le occupazioni precedenti, è sempre stata buona prassi. La scuola è un bene nostro, non ce lo siamo inventati ieri”. “Visto che però adesso “occupare“ è normale anche per lui – la chiosa –, abbiamo un motivo in più per continuare a farlo in altre scuole e non smetteremo fino a quando non si entrerà finalmente nel merito. Se ne aspetti tante altre di occupazioni”

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro