Villa Castelbarco, la svolta: Antonio Percassi patron dell’Atalanta compra il gioiello Unesco

Vaprio, l’acquistodopo la rinuncia dello Stato al diritto di prelazione. Incerta la destinazione del convento cistercense trasformato in dimora di delizie

Villa Castelbarco
Villa Castelbarco

Voglia di nobiltà anche per Antonio Percassi: il patron dell’Atalanta e della fabbrica del Villaggio operaio di Crespi d’Adda, gioiello Unesco, compra la splendida Villa Castelbarco Albani a Vaprio. Affare chiuso da qualche ora in gran segreto sulla cifra, a pochi giorni dalla prelazione statale scaduta che avrebbe portato in mano pubblica il complesso settecentesco di 10mila metri quadrati su tre piani e il parco di altri 950mila, location da fiaba per fiere, matrimoni, convegni e banchetti, in vendita da anni. Un’attività che non riprenderà, "un modello di business superato" secondo il nuovo proprietario, che non scioglie però ancora il nodo della destinazione.

Diverse le ipotesi che circolano: complesso residenziale di lusso, o maxi hotel, al netto dei vincoli che gravano sulla dimora. Facile immaginare anche l’inserimento del nuovo tesoro di famiglia nel circuito di quello Unesco, dall’altra parte del fiume: da anni l’imprenditore bergamasco ha in itinere e in animo il recupero dello stabilimento che alla fine dovrebbe ospitare il quartiere generale del gruppo. Il futuro sarà all’altezza del passato, la villa ha radici antiche: monastero nell’Alto Medioevo, convento cistercense nel XII secolo, casa di campagna nel Seicento e residenza di lusso per famiglie milanesi nel secolo dei Lumi fino ad assumere l’aspetto attuale, nell’800. Oltre ai quattro corpi di fabbrica con tre corti, il palazzo comprende giardini all’italiana, due edifici in stile impero adibiti a museo e a teatro, e anche una villa più piccola. E poi le gallerie sotterranee decorate con mosaici, conchiglie bianche, marmi, pietre colorate. Infine, una piscina di 500 metri quadrati con penisola e ponticello e un parcheggio da mille posti.

È la fine di un’epoca, anche se la strada era segnata da tempo. Il sipario sulle fiere nella “Villa di delizie“ in riva all’Adda, fiore all’occhiello dell’attività dell’Ente Fiera del Barco, era calato ufficialmente nell’ottobre 2020, con la cancellazione, a poche settimane dal vernissage, dell’appuntamento numero 34 con “Antiquariato nazionale“, la fiera più antica del calendario di Castelbarco, la più blasonata, la più elegante e la più amata. La meta, ogni mese di ottobre, di decine e decine di espositori del settore in arrivo da tutta Italia e dall’estero, con il loro prezioso carico di mobili e suppellettili, porcellane cinesi e stampe antiche, cristalleria e gioielli, dipinti preziosi, tappeti persiani. Da ammirare in silenzio lungo il percorso fra i saloni. L’occasione, anche, per una passeggiata nel magnifico parco, fra voliere e padiglioni, colonne, il bosco fluviale con i colori dell’autunno, la colonia di daini liberi. Un tramonto triste. Il 2019 era stato l’ultimo anno di “Sposidea“, la fiera del matrimonio e dei fiori d’arancio. Ora, il passaggio di mano.

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