NICOLA PALMA
Cronaca

Milano, riecco i vigili di quartiere: saranno 90 da fine novembre

Cinque pattuglie per municipio in campo nei turni mattutini e pomeridiani, agenti impegnati in controlli, incroci e mercati. “Ritorno alla tradizione”

Il sindaco Giuseppe Sala e il comandante dei ghisa Gianluca Mirabelli

Il sindaco Giuseppe Sala e il comandante dei ghisa Gianluca Mirabelli

Milano – Che si chiamino vigili di quartiere o vigili di prossimità, poco cambia. La sostanza è la stessa: dalla fine di novembre, 90 ghisa saranno equamente distribuiti nei quartieri (5 pattuglie con due agenti per ognuno dei 9 Municipi) per potenziare la presenza della polizia locale sul territorio sia di mattina che di pomeriggio. S

in dal suo insediamento datato primo ottobre, il comandante Gianluca Mirabelli ha introdotto posti di controllo e presìdi fissi agli incroci più trafficati: “In una settimana, facendone uno per zona di 45 minuti, abbiamo identificato 2.500 persone transitate in città”. Tra circa un mese, quei servizi – core business di un Corpo che punta, per stessa ammissione del neo numero uno, a riscoprire “la tradizione” per affiancarla alla “modernità” – saranno ulteriormente potenziati, con l’aggiunta di attività come la sorveglianza nei mercati e la lotta alla sosta selvaggia (specie nei posti riservati ai disabili) e di compiti che riguardano in maniera più specifica il rapporto quotidiano con residenti, commercianti e associazioni. L’obiettivo dichiarato, e prioritario per l’amministrazione Sala, è quello di incidere positivamente sulla percezione di sicurezza.

Il piano di riorganizzazione della polizia locale, che prende spunto dal report sullo stato dell’arte in piazza Beccaria stilato dal delegato del sindaco Franco Gabrielli, è stato presentato ieri pomeriggio da Mirabelli e dall’assessore alla Sicurezza Marco Granelli in una commissione ad hoc a Palazzo Marino. I consiglieri – paradossalmente più quelli di opposizione che quelli di maggioranza – hanno dato atto della maggiore visibilità degli agenti nelle ultime settimane, pur senza risparmiare note polemiche: il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo, ad esempio, ha sì preso atto del “cambio di passo”, ma ha aggiunto che la recentissima stretta “è la dimostrazione che si poteva fare di più prima e che non si è mai voluto investire”. A queste critiche, Granelli ha risposto con le cifre: “Abbiamo assunto 707 nuovi agenti: dai 2.800 del 2021 siamo passati ai 3.030 di oggi”. La quota prefissata resta quella di 3.350 vigili entro il 2026, pur considerando le poche candidature ai concorsi e le defezioni superiori al previsto (non solo legate ai pensionamenti): “Il problema non riguarda soltanto Milano, ma tutte le grandi realtà italiane”.

Dal canto suo, Mirabelli ha sottolineato che le percentuali tra vigili in strada e vigili in ufficio si sono ribaltate: se nel 2023 il rapporto era 48 a 52, nel 2024 è diventato 54 a 46. Altro nodo: i coefficienti di uscita dai turni serali e notturni, tema sentitissimo nella categoria. Il comandante ha confermato ciò che aveva già garantito una decina di giorni fa ai delegati sindacali: le regole in vigore dal 2002 non verranno modificate, l’aumento degli equipaggi fino a triplicarne il numero nelle due fasce orarie più critiche (adesso siamo rispettivamente a +5 e a +4 rispetto all’anno scorso) dovrebbe essere centrato grazie agli ultimi arrivati e alle nuove disposizioni. Un paletto determinante per stemperare le tensioni con i rappresentanti dei lavoratori, che nei mesi scorsi hanno alimentato scioperi e contenziosi legali.

Un segnale di attenzione alla truppa, così come quello lanciato sull’utilizzo della bicicletta: i vigili di quartiere, e in generale i ghisa (eccezion fatta per chi monitora le piste ciclabili in mountain bike), andranno in giro solo in macchina o a piedi, non su due ruote. I motivi? Due. Il primo rimanda direttamente al doloroso ricordo di quanto accaduto a Nicolò Savarino, travolto e ucciso in via Varè il 12 gennaio 2012 dal suv pirata guidato da Remi Nikolic. Il secondo è legato all’operatività: “In auto l’eventuale intervento in caso di necessità è molto più veloce”. Ultima nota per taser e bodycam: le sperimentazioni che riguardano pistole elettriche e telecamere dovrebbero partire tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.